Covid. Don Mulas: “Accanto ai malati bisognosi di cure e d’amore come il Dio che si fa neonato per noi”
Covid. Don Mulas: “Accanto ai malati bisognosi di cure e d’amore come il Dio che si fa neonato per noi”

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“L’altra notte alle 2:30 un paziente aveva paura di essere intubato. Mi ha chiesto di rimanere con lui fino a quel momento e ci sono stato. E’ importante esserci, entrare nel dolore e nella paura dei malati e prendersene cura con amore”. Don Paolo Mulas, 33 anni, da quasi tre è il cappellano dell’Azienda ospedaliera universitaria (Aou) di Sassari e ci racconta l’inizio di un Avvento diverso dagli altri in questa seconda ondata della pandemia.

“E’ importante esserci – sottolinea -: sia per i pazienti sia per gli operatori sanitari”. Anche per questi ultimi perché don Paolo, a differenza della scorsa primavera, ora avverte in loro un senso di scoraggiamento: “E’ peggio ora che in a marzo: la situazione allora, per quanto seria, era abbastanza gestibile; oggi invece abbiamo oltre 150 positivi ricoverati”. Nei giorni scorsi al pronto soccorso è stata allestita una nuova ala perché la settimana precedente ci sono state 56 persone in attesa di ricovero, alcune delle quali hanno dovuto aspettare due o tre giorni. Insomma, “quando arrivano in reparto i pazienti sono già provati. Inoltre, rispetto alla prima ondata hanno una maggiore consapevolezza della malattia, e molta paura della solitudine e delle morte.

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Argomenti: Chiesa in Italia
Tag: Avvento Cappellani Coronavirus infermieri malati medici ospedali
Fonte: SIR