Dopo Bari. I vescovi del Mediterraneo: interi popoli sfruttati per l’interesse di pochi
Dopo Bari. I vescovi del Mediterraneo: interi popoli sfruttati per l’interesse di pochi

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Sono Chiese del dialogo e del coraggio quelle che vivono sulle sponde del Mediterraneo. Chiese magari «rimaste piccola minoranza» oppure «ferite e in sofferenza» ma che sanno «costruire vie alternative, di pace, sviluppo e crescita». Chiese che contrastano «modelli di sviluppo» che «assoggettano la persona umana». Chiese che si fanno «carico delle contraddizioni» del bacino e «desiderano diventare un’unica voce profetica di verità e di libertà». Chiese che da Bari danno inizio a «un percorso che sarà lungo ma certamente avvincente». Anche se il documento finale del “G20” dei vescovi del Mediterraneo non è stato reso noto ma è stato consegnato a papa Francesco, i suoi contenuti emergono di fronte al Pontefice dalle parole di due dei 58 pastori che hanno partecipato alle giornate “sinodali” pugliesi: l’arcivescovo Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del patriarcato latino di Gerusalemme, e il cardinale Vinko Puljic, arcivescovo di Sarajevo.

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Argomenti: Cei
Tag: Bari2020 Mediterraneo pace Papa Francesco vescovi
Fonte: Avvenire