Cancro, le cure innovative che «dividono» l’Italia
Cancro, le cure innovative che «dividono» l’Italia

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E se fosse il Sud, per una volta, a mettere in fila le più celebrate e ricche regioni settentrionali nella lotta al cancro? Qualche mese fa, a ottobre 2019, la Campania ha preceduto tutti fornendo gratuitamente ai pazienti con melanoma, il più aggressivo tumore della pelle, la combinazione di due molecole immunoterapiche – nivolumab e ipilimumab – efficaci soprattutto nei casi in cui il tumore ha sviluppato metastasi al cervello. «La terapia era stata approvata dall’Aifa (Agenzia italiana del farmaco, ndr) – dice Paolo Ascierto, direttore dell’unità di Oncologia sperimentale, melanoma, immunoterapia e terapie innovative dell’Istituto tumori di Napoli ‘Pascale’ – ma lasciata in fascia C, cioè quella in cui non è prevista la rimborsabilità da parte del Servizio sanitario nazionale. La Regione Campania l’ha resa disponibile ma nelle altre regioni quando avverrà? I malati non possono aspettare».

Quello che arriva da Napoli è un esempio di come uno dei Paesi ai vertici mondiali nella lotta al cancro presenti difformità territoriali gravi. Denunciate ieri a Milano, alla vigilia della Giornata mondiale per la lotta al cancro, dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), che oggi inaugura un corso formativo destinato ai pazienti. Che l’Italia primeggi in tante classifiche non è un mistero. Qualche esempio? In 10 anni i pazienti vivi dopo una diagnosi di tumore sono aumentati del 53%. Erano 2.250.000 nel 2010, sono 3.460.000 oggi. E ancora: a fronte di un taglio degli investimenti nella spesa sanitaria pubblica in rapporto al Pil – si è passati dal 7% del 2010 al 6,5% del 2017, quando invece nell’Ue si arriva al 9,8% –, l’Italia ottiene risultati migliori rispetto alla media europea nella sopravvivenza a 5 anni in tumori molto frequenti: mammella, colon, polmone, prostata.

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Argomenti: Salute
Tag: malati sanità Sud
Fonte: Avvenire