Dalla Chiesa Santi Valentino e Damiano in San Valentino in Abruzzo Citeriore (PE). Regia di Simone Chiappetta, commento di Simona De Santis
Dalla Chiesa Santi Valentino e Damiano in San Valentino in Abruzzo Citeriore (PE). Regia di Simone Chiappetta, commento di Simona De Santis

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Il paese, con il nome più lungo d’Italia è la porta del Parco Nazionale della Majella e ci accoglie, ai piedi della catena appenninica accompagnandoci a contemplare la natura che lo circonda. Straordinari complessi architettonici, i Tholos, chiaramente ispirati alle note costruzioni pugliesi, legano la vita dell’uomo e dei sanvalentinesi alla pastorizia, alla montagna e ci invitano a continuare il nostro percorso all’ombra del grande massiccio. “Il parco tutto di montagna”, ci incanta con quella religiosità primordiale che ispirò santi ed eremiti. Ricca di acqua sorgiva ci avvolge con la forma tondeggiante delle sue vette, l’originalità della sua flora e con la varietà della sua fauna. Ancora oggi tra gli animali del parco è possibile ritrovarsi ad ammirare la singolarità dell’orso bruno o la bellezza del lupo della Majella che non ha mai lasciato la sua montagna.

Con il mammifero, simbolo del Parco, scendiamo a valle, ammirando la vista mozzafiato di San Valentino che domina tutta la valle del Pescara. Appena fuori il centro abitato ci attira un edificio religioso, “ngime alla culline cinte de caggiaspin e rrambecande” – la descrive il poeta Giuseppe Tondonati. La semplicità della chiesa di campagna, consacrata a San Rocco e alla Madonna del Carmine, racconta ancora la devozione popolare per la madre di Gesù.
Salendo per i vicoli del centro storico, ammirando le costruzioni signorili che caratterizzano le viuzze del borgo, è il castello medievale ad attirare la nostra attenzione. Attraversando il grande portale sembra di tornare indietro nel tempo, immaginando le famiglie nobili che hanno abitato il palazzo e dato vita alla città, (dagli Orsini a Margherita d’Austria).

È la Chiesa che oggi ospita la celebrazione, però, il cuore del Paese. Anticipata da una fontana ottocentesca e da un elegante scalinata è intitolata ai santi martiri Valentino, vescovo di Terracina e Damiano, giovane diacono. La trifora centrale e le colonnine ioniche mostrano le modificazioni dell’edificio che risulta esistente già nel 1324.
L’interno, a croce latina, scandito da misurate arcate a tutto sesto è essenziale, semplice e ci introduce con questi aggettivi nella liturgia di questa prima domenica e nel tempo di quaresima.

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Argomenti: Televisione
Tag: Abruzzo Messa Televisione
Fonte: Santa Messa