Il gran finale de “L’amica geniale”: bellezza narrativa fuori dal comune
Il gran finale de “L’amica geniale”: bellezza narrativa fuori dal comune

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Forse è ancora più bella della prima stagione. Parliamo de “L’amica geniale. Storia del nuovo cognome”, nuovo capitolo della serie Tv di Saverio Costanzo, adattamento del secondo volume della tetralogia best seller firmata da Elena Ferrante. Questa seconda stagione è stata messa in onda su Rai Uno dal 10 febbraio – otto episodi in tutto, quattro prime serate – e si attende ora il gran finale stasera, poco prima della programmazione Oltreoceano dal potente network HBO. A oggi gli ascolti su Rai Uno sono pienamente convincenti, con un esordio iniziale sulla soglia del 30% di share e 7milioni di spettatori, passando poi a un leggero calo fisiologico nelle puntate successive, comunque sempre sui 6milioni. “L’amica geniale” annovera diversi primati: è anzitutto un prodotto culturale frutto di una grande cordata audiovisiva che vede in campo Wildside, Fandango, Rai, Fremantle e HBO; è poi una delle pochissime serie Tv nazionali capace di penetrare praterie televisive globali, a cominciare da quelle anglofone (le più difficili!) al pari de “Il Commissario Montalbano”, “Gomorra”, “The Young Pope” e “Medici”. Nel contempo, però, è il racconto di un universo narrativo marcatamente italiano, radicato nella nostra storia e tessuto sociale, dotato di una forza espressiva così magnetica da agganciare qualsiasi tipo di pubblico, senza confini anagrafici e geografici.

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Argomenti: Televisione
Tag: donne Televisione
Fonte: SIR