Torino: il coronavirus non ferma il miracolo del Cottolengo
Torino: il coronavirus non ferma il miracolo del Cottolengo

Condividi:

“Il miracolo che qui si rinnova sempre, in questi giorni si rafforza. Non c’è disperazione ma la volontà di andare avanti”. E’ sera, e al telefono la voce è sonora e forte, ma si emoziona e si fa quasi concitata quando dice: “Io credo che finita questa esperienza, non si potrà più essere come prima”. Padre Carmine Arice – Superiore generale della Piccola Casa della Divina Provvidenza – racconta il Cottolengo che non ha smesso di vivere nemmeno un istante, seppur circondato da una città nella quale la vita sembra sospesa: Torino in quarantena, dalle strade vuote, con le fabbriche quasi ferme e la gente chiusa nelle case. Covid-19 è entrato anche nella Piccola Casa. Eppure ha già perso la sua battaglia.

Padre com’è la situazione all’interno del Cottolengo?

“Continuiamo ad offrire la nostra assistenza, anche se abbiamo quasi annullato l’attività sanitaria ordinaria dell’ospedale.Abbiamo invece aperto la nostra struttura per accogliere pazienti non contagiati che comunque hanno bisogno urgente di cure. E ci stiamo attrezzando anche per creare un reparto per sospetti contagiati,che possano essere trovati al nostro interno visto che fra ospiti, operatori e volontari ogni giorno qui ci sono oltre duemila persone su 112mila metri quadrati”.

Non avete solo l’ospedale.

“Certo. Abbiamo una scuola elementare e media con 400 allievi che adesso sono seguiti via web. E abbiamo ospiti circa 400 anziani laici e altrettanti religiosi. Si tratta di una popolazione fragile, alcuni sono molto anziani, già con altre patologie. E questo ci preoccupa molto”.

Continua a leggere

Argomenti: Solidarietà
Tag: Carmine Arice Coronavirus Cottolengo disabili solidarietà
Fonte: SIR