Coronavirus. Don Alessio torna in corsia, infermiere volontario
Coronavirus. Don Alessio torna in corsia, infermiere volontario

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Don Alessio Strapazzon, 37 anni, resta parroco di Castellavazzo, Codissago e Podenzoi, ai piedi della diga del Vajont, ma dal 23 marzo presta servizio come infermiere nel reparto di Pneumologia, dedicato alla cura del Covid presso l’Ospedale “San Martino” di Belluno. «Ho sentito il bisogno di aiutare – spiega don Alessio – ho sempre percepito la professione come una famiglia. E come in tutte le famiglie, al bisogno ci si aiuta. La mia scelta è sostenuta dalla fede. Il Signore ci ha insegnato ad amare il prossimo. In questo momento, per me, amare il prossimo significare rientrare in corsia. L’altro ieri ho fatto il mio primo turno. Mi sono sentito bene». La scelta di don Alessio è sostenuta dall’incoraggiamento del vescovo, Renato Marangoni, del presbiterio e dei diaconi che, insieme a tutti i suoi parrocchiani, gli promettono sostegno, con la fraternità e soprattutto con la preghiera. «Don Alessio? Un grande. Siamo tutti con lui, con i suoi colleghi infermieri ed i medici» lo incoraggia il sindaco di Longarone, Roberto Padrin, che è anche presidente della Provincia. Prima di intraprendere gli studi per diventare sacerdote (nel 2012) don Alessio, classe 1983, originario della parrocchia di San Tomaso Agordino, si è laureato in scienze infermieristiche nella sede di Feltre dell’Università degli studi di Padova.

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Argomenti: Chiesa in Italia
Tag: Coronavirus infermieri parroco
Fonte: Avvenire