Coronavirus. Migrantes: “Contagi e morti anche tra gli immigrati. Non dimenticare i più vulnerabili”
Coronavirus. Migrantes: “Contagi e morti anche tra gli immigrati. Non dimenticare i più vulnerabili”

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C’è anche un sacerdote della Sierra Leone, cappellano della comunità afro-anglofona di Bergamo, tra le persone ricoverate a causa del coronavirus. Don Luis Corona, della Sierra Leone, ha rischiato la vita: è stato un lungo periodo in rianimazione prima all’ospedale Humanitas Gavazzeni di Bergamo, poi a Busto Arstizio e poi a Garbagnate Milanese. Da alcuni giorni è in via di guarigione, accolto in una struttura sanitaria cattolica, insieme ad altri cinque sacerdoti. I numeri delle persone immigrate ricoverate a Bergamo non sono alti – probabilmente perché in maggioranza giovani – ma la comunità cattolica conta già due morti filippini e numerosi infermieri stranieri risultati positivi. Anche le comunità musulmane lombarde sono in difficoltà perché non riescono a dare sepoltura islamica a decine e decine di salme. A Torino, ad esempio, il Comune ha chiesto alla Fondazione Migrantes un elenco dei cimiteri non cattolici. “Questo vuol dire che ci sono molti morti per coronavirus anche tra gli stranieri”, dice al Sir don Don Gianni De Robertis, direttore generale della Fondazione Migrantes. “Tra il personale paramedico tanti sono stranieri”, ricorda, e “molti stanno dando un grande contributo accanto ai nostri anziani”. “In questi giorni – afferma – ci stiamo rendendo conto che l’Italia potrà farcela solo se lavoriamo tutti insieme per il benessere del Paese, indipendentemente dalla provenienza. Stiamo riscoprendo che non esiste un ‘noi’ e un ‘loro’. Spero che questa consapevolezza non venga meno al termine dell’emergenza”. Il direttore della Migrantes lancia un appello “a non dimenticare le fasce di persone più vulnerabili: gli immigrati che continuano a lavorare nei campi. Se non ci fossero loro non avremmo cibo per noi. Quelli che sono rinchiusi nei centri; le famiglie rom, i circensi e lunaparkisti”. Auspica, inoltre, che i Comuni coinvolti negli ultimi provvedimenti governativi per le persone più in difficoltà “facciano arrivare questi aiuti a tutti, soprattutto a coloro che sono nell’impossibilità di avere altre fonti di reddito e vivono alla giornata”.

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Argomenti: Migranti
Tag: Gianni De Robertis Migrantes migranti solidarietà
Fonte: SIR