La Colletta del Venerdì Santo per aiutare i cristiani in Terra Santa
La Colletta del Venerdì Santo per aiutare i cristiani in Terra Santa

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«Gesù sarà in agonia fino alla fine del mondo; non bisogna dormire durante questo tempo». Inizia con questo bellissimo aforisma di Blaise Pascal (1623-1662), tratto dai suoi celebri Pensieri, il tradizionale appello per la Colletta dei cristiani in Terra Santa firmato dal cardinale argentino Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali.

La Colletta per la Terra Santa, raccolta durante il Venerdì Santo, è la fonte principale per il sostentamento della vita che si svolge intorno ai Luoghi Santi, oltre a essere lo strumento che la Chiesa si è data per mettersi a fianco delle comunità cattoliche del Medio Oriente. San Paolo VI, attraverso l’Esortazione apostolica Nobis in animo del 1974, diede una spinta decisiva in tal senso. «Già san Paolo – ricordava Montini in quel documento – prese a cuore la sorte dei fedeli della Palestina e si fece zelante promotore di una colletta per coloro che, tra i fedeli di Gerusalemme, erano poveri. Il suo appello fu accolto con generosità dalle Chiese della Macedonia, dell’Acaia. Ognuno dei cristiani, nella misura delle sue disponibilità, stabilì di inviare soccorsi ai fratelli che risiedevano in Giudea».

La Custodia francescana attraverso la Colletta può portare avanti la missione a cui è chiamata: custodire le pietre della memoria ma anche le “pietre vive” di Terra Santa, attraverso il mantenimento di strutture pastorali, educative, sanitarie e sociali. I territori che beneficiano in diverse forme della Colletta sono: Gerusalemme, Palestina, Israele, Giordania, Cipro, Siria, Libano, Egitto, Etiopia, Eritrea, Turchia, Iran e Iraq.

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Argomenti: Santa Sede
Tag: Cristiani Custodia di Terra Santa Quaresima solidarietà Terra Santa
Fonte: Avvenire