Intelligenza artificiale, perché ora serve un’etica globale
Intelligenza artificiale, perché ora serve un’etica globale

Condividi:

Su un palco dominato dalla scritta renAIssance (gioco di parole tra rinascimento e intelligenza artificiale-AI) è stata firmata la «Roma Call for an AI Ethics». Una chiamata aperta che parte dalla Pontifica Accademia della Vita e che, coinvolgendo industrie, società civile e istituzioni politiche, mira a sostenere un approccio etico e umanistico all’Intelligenza Artificiale. Il testo della Call è in tre parti: etica, educazione e diritti, ed è disponibile su un apposito sito web.
Per l’etica il testo prende il via dalla considerazione che «tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza», come riporta l’articolo 1 della Dichiarazione universale dei Diritti umani. A partire da questo caposaldo – sorta di grammatica condivisa in una comunità globale e plurale – nascono le prime condizioni fondamentali di cui deve godere la persona, libertà e dignità, che devono essere protette e garantite nella produzione e nell’uso dei sistemi di intelligenza artificiale. Le sfide etiche divengono quindi sfide educative. Trasformare il mondo attraverso l’innovazione dell’IA significa impegnarsi a costruire un futuro per e con le giovani generazioni. Questo impegno deve tradursi in un impegno per l’istruzione, sviluppando programmi di studio che approfondiscano le diverse discipline, dalle umanistiche alle scientifiche alle tecnologiche. Perché le istanze etiche e l’urgenza educativa non rimanga una mera voce la Call delinea alcuni elementi per generare una nuova stagione del diritto.

Continua a leggere

Argomenti: Tecnologie
Tag: etica intelligenza artificiale tecnologia Vaticano
Fonte: Avvenire