Coronavirus. I doni del Papa agli ospedali di Locri, Napoli e Albano
Coronavirus. I doni del Papa agli ospedali di Locri, Napoli e Albano

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La “sorpresa pasquale di papa Francesco” è arrivata questa mattina all’ospedale di Locri (RC): 4mila mascherine, 400 tute, 400 occhiali, un completo per i medici che sono chiamati a fronteggiare l’emergenza da Covid-19. E analoghe “sorprese” sono arrivate quasi contemporaneamente all’ospedale Cotugno di Napoli e a quello di Albano. Realtà diverse, chi in affanno e chi considerata un’eccellenza. Per tutte la vicinanza concreta del Papa.

In Calabria li ha consegnati il vescovo di LocriGeracedon Franco Oliva, al quale il Papa li aveva fatti arrivare attraverso l’Elemosiniere, cardinale Konrad Krajewski. “Le chiedo la cortesia – si legge nella lettera di padre Konrad – di consegnare questo materiale come dono del Santo Padre”. Un primo dono, perché nei prossimi giorni arriveranno anche due respiratori.

L'arrivo del pulmino della Caritas all'ospedale di Locri

Regali preziosissimi per la sanità calabrese sempre in affanno e in particolare per l’ospedale di Locri, unico presidio per tutta la fascia ionica reggina, attraversato da disfunzioni, scandali e drammi, come uno scioglimento per mafia e l’uccisione del vicepresidente della Regione Francesco Fortugno, primario in aspettativa proprio al pronto soccorso dell’ospedale. Una storia che papa Francesco ha dimostrato di conoscere bene. “Ci rinfranca molto – sottolinea il vescovo – sapere che ha pensato anche a noi, dimostrando di conoscere la nostra situazione. Non è la risposta ad una richiesta di aiuto né da parte mia né da parte di altri, ma un dono spontaneo che proviene dal suo cuore di padre, che guarda a tutti ed ha un’attenzione particolare verso quelli più in difficoltà”. Infatti, aggiunge Oliva, “confrontandomi con il direttore sanitario, e soprattutto col responsabile del reparto di rianimazione e terapia intensiva, mi sono reso conto che quanto ci è stato donato risponde ad un bisogno reale ed è materiale sanitario indispensabile per la prevenzione dal contagio da coronavirus”.

Infatti attualmente sono solo 7 le persone contagiate dal virus in Locride (con un morto), le più gRegali preziosissimi per la sanità calabrese sempre in affanno e in particolare per l’ospedale di Locri, unico presidio per tutta la fascia ionica reggina, ravi ricoverate a Reggio Calabria, ma la preoccupazione è molto alta, soprattutto legata allo stato delle strutture sanitarie. Malgrado il reparto di rianimazione sia considerato ottimo, nei giorni scorsi erano emerse carenze proprio per quanto riguarda il materiale inviato ora da papa Francesco. “La gente ha paura di ammalarsi perchè conosce bene questa situazione”, ci spiegano. Per questo tutti rispettano le regole, restano a casa, evitano spostamenti. E nello stesso ospedale non ci sono le solite file. Ma l’attenzione deve restare alta. Lo dimostrano i controlli approfonditi che negli ultimi tre giorni stanno effettuando i carabinieri dei Nas nelle Rsa e nelle case di cura e accoglienza per anziani.

Nelle scatole della Farmacia vaticana c'erano 4mila mascherine, 400 tute e 400 occhiali. Nei prossimi giorni arriveranno anche due respiratori

Per venire incontro alle difficoltà dell’ospedale, proprio in questa fase di emergenza, una settimana fa i sacerdoti della Diocesi col loro vescovo avevano donato al nosocomio un ecografo di ultima generazione con software dedicato per le procedure di anestesia e rianimazione, strumento preziosissimo per le infezioni polmonari come il Covid-19. Il dono del Papa e l’emergenza sono anche occasione di riflessione più generale. “Pasqua – dice ancora il vescovo – è festa di speranza anche per il nostro ospedale, che ha bisogno di una iniezione di fiducia, per essere quel presidio sanitario in un territorio abitato da gente semplice ed umile che vuole essere certa di trovare risposta alle sue legittime attese di cura. È vero – aggiunge Oliva -, siamo in un’area territorialmente marginale, ma questo non vuol dire che non possiamo fare bene quanto ci è richiesto dalle esigenze di affermazione di un bene comune così importante qual è la salute e le sue esigenze di cura. Disponiamo delle professionalità di medici ed operatori sanitari che sono all’altezza della situazione. Se a questo si aggiunge un’amministrazione saggia e lungimirante potremo superare i limiti e gli errori del passato, le cui ripercussioni negative non sono state del tutto superate”.

Papa Francesco accanto al Cotugno di Napoli

Da una sanità in difficoltà a una realtà considerata un’eccellenza, pur se sotto pressione. Questa mattina papa Francesco ha espressamente incaricato l’arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, di consegnare al Direttore Generale degli Ospedali Cotugno, Monaldi e Cto, Maurizio Di Mauro, due ventilatori polmonari, dispositivi sanitari (mascherine e tute) per medici e infermieri. L’arcivescovo, come si legge in una nota della Diocesi, con la gioia nel cuore per questo gesto di amore di Papa Francesco per la Napoli della sofferenza, si è portato prontamente all’Ospedale Cotugno, dove è stato ricevuto dal Direttore generale, dal Direttore sanitario Raffaele Dell’Aversano, da medici e personale paramedico, che hanno accolto la consegna del materiale con un lungo applauso. Il cardinale si è fatto interprete della profonda vicinanza del Pontefice, delle sue preghiere e del suo affetto, esprimendo sentimenti di grande ammirazione, stima e apprezzamento a tutto il personale sanitario per lo straordinario e instancabile lavoro che si sta facendo per assistere e curare le tante persone ammalate, riscuotendo il plauso di tutta l’Italia. Ricordiamo che proprio il Cotugno è stato recentemente definito dalla stampa inglese la miglior struttura ospedaliera italiana nell’affrontare l’emergenza Covid-19. “La vicinanza di Sua Sanità è per noi tutti una grandissima emozione – ha dichiarato il direttore generale -. Sono infinitamente grato al Pontefice e al Cardinale Sepe per questo gesto di solidarietà”.

Un respiratore all’ospedale di Albano Laziale

Nei giorni scorsi papa Francesco, tramite monsignor Marcello Semeraro, vescovo di Albano, ha inviato all’Ospedale Regina Apostolorum delle Suore Figlie di San Paolo, in Albano Laziale, recentemente convertito in Centro per malati Covid-19, abbondante materiale necessario per l’assistenza e la cura dei contagiati (occhiali di protezione, tute protettive e mascherine). Oggi ha inviato allo stesso Vescovo un respiratore per la cura dei degenti nelle terapie intensive della medesima struttura. Il Santo Padre, con tale gesto di attenzione nei riguardi dell’ospedale ha inteso “significare alla direzione, a tutto il personale e in particolare a quanti soffrono per la malattia che Lui è vicino a ciascuno di loro con la preghiera e imparte di cuore la Sua Benedizione Apostolica, pegno dei desiderati aiuti e conforti celesti”. Nell’esprimere la gratitudine sua e dell’intero ospedale, Semeraro ha pure ringraziato l’Elemosineria Apostolica che, nella persona del cardinale Konrad Krajewski, si è fatta tramite del dono del Papa.

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Argomenti: Santa Sede
Tag: Albano Coronavirus Locri - Gerace mascherine Napoli ospedali Papa Francesco
Fonte: Avvenire