Coronavirus in Siria: pane alle stelle e tamponi introvabili
Coronavirus in Siria: pane alle stelle e tamponi introvabili

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Coprifuoco prorogato fino al 2 maggio, in Siria, per mantenere il distanziamento sociale mentre emergono forti dubbi sulla reale entità del contagio. E intanto la lotta al coronavirus, a Damasco e in tutte le principali città, si sta trasformando in una tremenda «crisi del pane». Sono 25 i contagiati e due le vittime da Covid-19, secondo l’agenzia ufficiale “Sana”, in un Paese che dopo 9 anni di guerra civile ha più del 50% delle strutture sanitaria distrutte. Una carenza non solo di cure, ma anche di possibilità diagnostica se, come denunciato da “al-Jazeera” nei distretti di Idlib e Aleppo, almeno nelle zone sotto il controllo turco, vi è una sola macchina per eseguire i test di laboratorio: solo un centinaio gli accertamenti effettuati nella “provincia ribelle” nonostante l’Oms abbia inviato migliaia di tamponi.

Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, che cita fonti mediche vicine al regime, i casi accertatati di coronavirus sarebbero 26 a Latakia, 16 a Tartus, 30 ad Aleppo e Damasco mentre circa 500 persone quelle messe in quarantena per poi dimetterne un centinaio perché risultate negative. Un contagio che parrebbe ancora contenuto, ma con cifre più alte di quelle ufficiali e con il sospetto che l’epidemia sia in realtà già molto più grave. Il sito di “al-Arabiya” riferisce di un «gran numero di forze del regime contagiate a causa del contatto con le forze iraniane». Secondo l’Osservatorio siriano la milizia Fatimiyoun e alcune milizie filo-iraniane di combattenti stranieri sono ormai infette con numerosi ricoveri nell’ospedale di Boukamal.

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Argomenti: Mappamondo
Tag: Aleppo Coronavirus crisi Damasco fame guerra pane Siria
Fonte: SIR