Il cappellano dell’ospedale di Pisa: “L’amore e la preghiera più forti del virus”
Il cappellano dell’ospedale di Pisa: “L’amore e la preghiera più forti del virus”

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“La mia giornata inizia alle sei con la preghiera e la meditazione. Alle 8:30 celebro la messa e poi iniziano le mie visite ai malati di Covid fino all’ora di pranzo. Nel pomeriggio riprendo a visitare i malati fino alle 19:30. Dopo cena faccio un secondo momento di preghiera personale e concludo la mia giornata con un ultimo giro nelle terapie intensive”. Don Luca Casarosa è il responsabile della cappellania del Nuovo Ospedale Santa Chiara di Pisa Cisanello e in questi mesi è destinato al padiglione dei pazienti con coronavirus: “una vita – racconta con emozione al Sir – dedicata ai malati perché in loro ho scoperto il volto di Cristo”.

Don Luca, come avvicina i malati di Covid? Che cosa chiedono, di che cosa hanno bisogno?
Mi avvicino in punta di piedi. Condivido con loro la vita; li ascolto e li accolgo nella mia vita. Cerco di eliminare la distanza e di alleviare la profonda solitudine che si portano dentro, la disperazione. Si sentono soli e hanno bisogno di cose materiali e spirituali. Chiedono della loro famiglia e cercano conforto, preghiera e una benedizione. Io considero i malati di Covid i miei signori e padroni, come diceva San Vincenzo de’ Paoli. Io sono solo un servo inutile.

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Argomenti: Salute
Tag: Cappellani Coronavirus ospedali Pisa
Fonte: SIR