Oratorio e coronavirus. A Milano si lavora per una originale proposta estiva
Oratorio e coronavirus. A Milano si lavora per una originale proposta estiva

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Mentre infuria la pandemia da Covid-19, il Paese comincia a guardare avanti, alla progressiva ma prudente riapertura delle attività produttive, al commercio, alla ristorazione, addirittura al turismo. Dal 18 maggio è persino, e finalmente, possibile celebrare la messa con la presenza – pur con strette misure precauzionali – dei fedeli: la comunità cristiana si ritrova finalmente attorno all’Eucarestia. Eppure le incognite sono ancora tante: finché nuovi contagi e numero delle vittime non saranno prossimi allo zero, sarà difficile prevedere il futuro. E così anche l’estate, ormai dietro l’angolo, rimane un punto interrogativo. Un periodo che significa, fra l’altro, oratorio estivo, o feriale, o “grest”, a secondo delle denominazioni. Sono centinaia di migliaia i ragazzi che lo frequentano ogni anno appena suona l’ultima campanella della scuola. Ma in questo strano 2020 cosa accadrà? Ne parliamo con don Stefano Guidi, direttore della Fom, Fondazione oratori milanesi.

In questi mesi in cui siamo stati tutti costretti in casa, gli oratori hanno dovuto chiudere le porte. Lockdown anche per voi?
Certamente le aule e i cortili degli oratori si sono svuotati, ma le attività sono proseguite. Si è operato con fantasia e creatività per trasferire on line tante iniziative consuete rivolte ai nostri ragazzi e adolescenti, mantenendo con loro, costretti in casa, forti relazioni educative e amicali. Insomma, gli oratori erano chiusi, ma non si sono fermati.

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Argomenti: Società
Tag: Arcidiocesi di Milano Coronavirus estate Milano oratori
Fonte: SIR