22 maggio, Rosario da Cascia. Mons. Boccardo: siamo in una terra mariana
22 maggio, Rosario da Cascia. Mons. Boccardo: siamo in una terra mariana

Condividi:

Imparare a «non chiudersi in se stessi neppure nei momenti più bui» E quelli che stiamo vivendo non sono certo momenti facili. Un invito, quello rivolto dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia Renato Boccardo, alla vigilia del Rosario per l’Italia, l’iniziativa promossa dai media Cei d’intesa con la segreteria generale della Conferenza episcopale italiana, che sarà trasmesso stasera alle 21 su Tv2000 e InBlu radio dalla Basilica di Santa Rita a Cascia. Sarà proprio l’arcivescovo Boccardo a guidare la preghiera mariana proprio nel giorno in cui si celebra la memoria liturgica di santa Rita, dalla devozione popolare diffusa.

Eccellenza, il Rosario per l’Italia fa tappa a Cascia nel giorno dedicato a santa Rita. Come vive questo appuntamento la Chiesa di Spoleto-Norcia?

Con molta gioia e attesa. Tante persone della diocesi hanno seguito il Rosario dagli altri Santuari italiani. Sapere che una delle tappe è Cascia, patria di Santa Rita, farà felici tanti. La Chiesa di Spoleto-Norcia, poi, è denominata Terra Sanctae Mariae: sul territorio diocesano, infatti, sorgono ben 355 chiese dedicate alla Vergine, ad iniziare dalla Cattedrale di Spoleto e dalle maggiori pievi dell’arcidiocesi, fino alle chiese che segnano i confini della diocesi. E nel mese di maggio sono tanti i momenti di preghiera mariana proposti nelle diverse comunità. Siamo lieti che la Conferenza episcopale italiana abbia pensato anche a noi e abbia scelto Cascia, conosciuta – grazie alla testimonianza di Rita quale colle della speranza e della carità.

Cosa può dirci santa Rita da Cascia in un frangente come quello che stiamo vivendo?

L’avventura umana di santa Rita continua a parlare agli uomini e alle don- ne di tutti i tempi, perché vi si ritrovano situazioni ed atteggiamenti presenti in ogni famiglia, in ogni società. Per questo tanti in ogni parte del mondo la sentono particolarmente vicina e le affidano dolori e speranze; e a migliaia vengono ogni anno pellegrini a Cascia e Roccaporena per vedere i suoi luoghi. In questi mesi, spesso la paura e la trepidazione ci hanno avvolto e l’incertezza per il futuro rischia di spegnere la speranza. Rita, che nel Lazzaretto di Roccaporena ha accolto e curato i malati di peste della sua epoca, ci racconta della sapienza con la quale ha affrontato i momenti più bui dell’esistenza, senza mai perdere di vista la meta e confidando nella provvidenza amorevole di Dio.

Continua a leggere

Argomenti: Spiritualità
Tag: #Sir Avvenire Cascia Cei Corallo Coronavirus FISC InBlu radio Renato Boccardo santo rosario Tv2000
Fonte: Avvenire