Siria. Il fotografo esule che denuncia l’orrore della guerra
Siria. Il fotografo esule che denuncia l’orrore della guerra

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Dentro un salone per le feste di matrimonio con le pareti ricoperte di specchi, negli anni dell’assedio era allestito l’ospedale da campo della cittadina siriana di Douma, alle porte di Damasco. «Quando i feriti venivano fatti entrare d’urgenza, non potevano fare a meno di vedere la propria immagine riflessa, uno spettacolo che li terrorizzava», racconta il fotografo siriano Abd Doumany (questo il suo pseudonimo perché teme ancora ritorsioni) 30 anni, due volte premiato con il “World Press Photo” per gli scatti inviati dalla sua città assediata e oggi richiedente asilo in Gran Bretagna.

La guerra civile è ormai entrata nel suo decimo anno e di questo interminabile periodo, ciascuno dei 12 milioni di cittadini rifugiati all’estero o sfollati interni ha una storia personale da raccontare. Una storia di dolori, distacchi forzati, lutti e funerali. Una storia di notti trascorse in una tenda o in paesi dove ci si sente ospiti indesiderati.

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Argomenti: Mappamondo
Tag: fotografia guerra rifugiati Siria
Fonte: Avvenire