24 giugno: il Card. Bagnasco lascia Genova. “La Chiesa sia vicina alla gente”
24 giugno: il Card. Bagnasco lascia Genova. “La Chiesa sia vicina alla gente”

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Di ogni città si può dire che ha un’anima, un profilo inconfondibile, uno spirito che non ha eguali, e che la sua gente ne è il frutto, nati da una pianta sempre generosa di vita. Di Genova il cardinale Angelo Bagnasco non è solo figlio ma è come il suo riflesso, l’espressione coerente di quel suo cuore forte, essenziale, tutto sostanza. Grande e fedele, capace di vedere lungo ma decisa a realizzare qui e ora.

Dal 2006 pastore della Chiesa che è parte inseparabile di questa singolarissima città sospesa tra mare e montagna, Bagnasco ha interpretato dei genovesi le pieghe più intime, dando voce a un’identità che resta tale e quale sotto il vento della storia, tanto spesso contrario. Genova è città che ha nel suo destino il viaggio: si parte, ma dentro si resta. Ora che siamo ai saluti, con la Messa di oggi che segna il congedo dal ministero di arcivescovo, prevale la consapevolezza lieta di un cammino lungo e intenso tra le mura di casa, in mezzo a gente che ti somiglia. E che adesso vuole solo dirti grazie, di tutto.

Eminenza, come sta vivendo il suo commiato da Genova?
Con grande serenità. Quando non si è cercato nulla si resta liberi, e quando le cose cambiano si è più sereni. Certo non indifferenti. Nel 1998 diventai vescovo, e mi chiesi se avrei potuto portare i compiti che solo immaginavo. Guardavo con ammirazione i confratelli che avevano molti anni di servizio. Oggi, dopo ventidue anni, constato che è possibile solo se ci si affida a Dio giorno per giorno. Se non si è desiderato nulla, il Signore è più largo di benedizioni.

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Argomenti: Chiesa in Italia
Tag: Angelo Bagnasco Genova
Fonte: Avvenire