Un nuovo modello di sviluppo: lavorare meno, lavorare tutti
Un nuovo modello di sviluppo: lavorare meno, lavorare tutti
di Francesco Gesualdi

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Finalmente, il bisogno di un nuovo modello di sviluppo è espresso non solo da pensatori che vivono nell’ombra, ma anche da politici, sindacalisti, opinionisti e altri personaggi ad alta visibilità mediatica. Una svolta indotta non solo dagli squilibri ambientali, sociali e sanitari che caratterizzano il nostro tempo, ma anche dalle riflessioni morali, sociali, esistenziali, avanzate da alcuni testi di riferimento, primo fra tutti la Laudato si’ di papa Francesco. Ed ecco emergere un’altra idea di sviluppo non più basata sulla quantità di cose che sappiamo produrre, ma sul grado di felicità che sappiamo raggiungere, ricordandoci, come Gesù ebbe a dirci già duemila anni or sono, che «non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio». Un’enunciazione che volendola parafrasare in chiave moderna e laica potrebbe diventare «non di solo Pil vive l’uomo, ma di tutte le sue relazioni».

Per troppo tempo troppi hanno pensato che la felicità si misuri solo in termini di ricchezza e di agiatezza, ma l’esperienza dice che dipende anche da quanto ci sentiamo amati, da quanto tempo possiamo trascorrere con i nostri cari e i nostri amici, da quanto tempo possiamo dedicare alle nostre passioni e ai nostri interessi, da quanto ci sentiamo protetti, da quanto ci sentiamo realizzati, da quanto sappiamo guardare al futuro con ottimismo, da quanto ci sentiamo liberi e capaci di partecipare.

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Argomenti: Ambiente
Tag: economia circolare Francesco Gesualdi Laudato sì Pil sviluppo sostenibile
Fonte: Avvenire