Ritornano le Messe in carcere. I cappellani: accanto ai detenuti
Ritornano le Messe in carcere. I cappellani: accanto ai detenuti

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Tornano le Messe anche in carcere. Lo prevede una circolare del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) che autorizza le celebrazioni eucaristiche con la partecipazione dei detenuti a partire dallo scorso 1° giugno. Una ripresa fortemente auspicata dai cappellani delle carceri, che si sono fatti interpreti delle richieste dei detenuti. Sono previste restrizioni e “particolari cautele”, soprattutto per le distanze tra le persone. Più severe di quelle fuori dal carcere. Una severità molto netta per le celebrazioni, in istituti dove peraltro nelle celle a causa del sovraffollamento le distanze di sicurezza non possono certo essere rispettate. Il documento cita il protocollo tra presidente del Consiglio e Conferenza episcopale italiana, sottolineando che le misure previste dovranno essere applicate «con le ulteriori accortezze che la specificità degli istituti penitenziari prevede». Il Dap, nella circolare inviata ai Provveditori regionali, sottolinea come «la ripresa del-l’attività religiosa esige particolari cautele». In particolare bisognerà «valutare l’idoneità degli spazi a disposizione per le celebrazioni, stabilendo – sulla base delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali – il numero di persone che potranno assistervi».

Ricordiamo che tranne pochi casi, le cappelle in carcere sono generalmente molto piccole. Proprio per questo la circolare invita le direzioni delle carceri a valutare «in accordo con l’autorità sanitaria, l’opportunità di consentire lo svolgimento delle celebrazioni in spazi aperti adeguatamente predisposti». Comunque, avverte il Dap, «dovranno essere evitati contatti interpersonali, assicurando una distanza minima di almeno due metri». Durante le Messe dovranno essere indossate le mascherine, mentre «l’accesso dei detenuti dovrà avvenire in modo scaglionato, evitando assembramenti e contatti con porte e maniglie». E ancora «sarà evitato l’utilizzo di sussidi per i canti o di altro tipo», mentre «si ometterà lo scambio del segno della pace».

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Argomenti: Giustizia Spiritualità
Tag: Cappellani carcere Coronavirus Messa
Fonte: Avvenire