Un borgo, i giovani, più figli. A Glori rinasce la comunità
Un borgo, i giovani, più figli. A Glori rinasce la comunità

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«Benvenuti a Glori, paese di sole e carrugi, acqua fresca e girasoli. Tempi che furono e che saranno». È il manifesto che ci accoglie all’entrata di Glori, frazione di Molini di Triora, un antico nido d’aquila di pietra e ardesia incastonato fra il verde abbagliante dei castagni e l’argento degli ulivi della Valle Argentina.

Una minuscola frazione dell’entroterra della provincia di Imperia che stava per morire a causa dello spopolamento: fino a cinque anni fa i residenti erano solo quindici, tutti anziani. D’estate, l’arrivo di qualche turista svizzero e tedesco che negli anni ’70 si è comprato per due lire una seconda casa.

Quando, all’improvviso, tutto è cambiato: sono tornati i giovani, sono nati quattro bambini, ed è partito il progetto Glori the place to be, insignito pochi giorni fa da Legambiente del premio nazionale “Voler bene all’Italia”. In questo borgo sospeso nel tempo, è nata, grazie ad alcuni giovani visionari, una tra le dieci realtà che hanno saputo progettare e strutturarsi in modo resiliente per far fronte a situazioni estreme come l’emergenza sanitaria legata al Covid-19. Puntando su ecologia e senso della comunità. «Si tratta di territori straordinari custodi di gran parte dei gioielli di natura e tradizioni del Paese, spesso lasciati ai margini delle politiche nazionali – ci spiega Daniela Lantrua, presidente della sezione Legambiente della Valle Argentina –. Il ripopolamento attraverso un villaggio sostenibile significa salvaguardia di un ambiente fragile».

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Argomenti: Storie
Tag: Ambiente comunità
Fonte: Avvenire