Corridoi umanitari. Riccardi: “Le vie dell’illegalità non danno sicurezza”
Corridoi umanitari. Riccardi: “Le vie dell’illegalità non danno sicurezza”

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“Le vie dell’illegalità non danno sicurezza né a chi fa il viaggio né al Paese che accoglie. Qualcuno dice che i corridoi umanitari durante la pandemia non sono possibili, io penso che la pandemia riguarda tutti. I corridoi umanitari non sono finiti e continuano anche dopo il lockdown”. Lo ha detto oggi il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi, parlando alla stampa a Roma in attesa di accogliere nella mensa di via Dandolo 10 profughi afgani provenienti da Lesbo. Sono arrivati alle 9,30 con un volo di linea da Atene ma sono in ritardo per i controlli a Fiumicino. Fanno parte di 4 nuclei familiari, tra loro 2 minori, e hanno trascorso tutti alcuni anni nei campi profughi di Lesbo.
Dopo aver vissuto lunghi mesi di attesa, dovuti alla crisi da coronavirus, giunge in Italia l’ultimo gruppo di profughi che Papa Francesco ha voluto portare in salvezza attraverso l’Elemosineria Apostolica e la Comunità di Sant’Egidio. I 10 rifugiati si aggiungono ai 57 già venuti in Italia, con diversi viaggi, il primo effettuato il 16 aprile 2016 nello stesso aereo con cui il Papa è tornato a Roma dalla sua storica visita a Lesbo. I profughi, che appartengono a quattro nuclei familiari, non erano riusciti a partire nel dicembre scorso per motivi contingenti e, successivamente, erano rimasti bloccati dalla pandemia.

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Argomenti: Migranti
Tag: Andrea Riccardi Comunità di Sant'Egidio corridoi umanitari
Fonte: SIR