Coronavirus: a Bergamo si riparte dai “volti della speranza”
Coronavirus: a Bergamo si riparte dai “volti della speranza”

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“Qui a Bergamo, questa sera, c’è l’Italia che ha sofferto, che è stata ferita, che ha pianto”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il 28 giugno ha reso omaggio a Bergamo, nel suo breve e intenso discorso pronunciato poco prima della Messa da Requiem di Donizetti davanti al cimitero monumentale, alla presenza dei 324 sindaci dei Comuni della provincia, in rappresentanza dei loro cittadini. “Fare memoria significa anzitutto ricordare i nostri morti e significa anche assumere piena consapevolezza di quel che è accaduto”, ha proseguito il capo dello Stato: “Senza cedere alla tentazione illusoria di mettere tra parentesi questi mesi drammatici per riprendere come prima. La straordinaria disponibilità e umanità di medici, infermieri, personale sanitario, pubblici amministratori, donne e uomini della Protezione civile, militari, Forze dell’Ordine, volontari. Vanno ringraziati: oggi e in futuro”. E proprio ai “veri eroi”, come li ha definiti Papa Francesco, è dedicato il 29° volume della Collana “I volti della speranza”, promossa dalla Fondazione e l’Associazione intitolate a Santina Zucchinelli e curato da don Gigi Ginami e Giulia Cerqueti.

Bergamo è stata la città e la provincia più colpita dal Covid 19: nessuno di noi può dimenticare le immagini drammatiche dei camion dell’esercito a metà marzo, a un mese dal focolaio, quando la città non riesce già più a cremare e seppellire i suoi morti. Negli ospedali e nelle case di riposo la morte arriva per telefono: i parenti non possono stare accanto ai loro cari e gli anziani muoiono soli, spesso senza neanche il conforto delle cure palliative. Medici e infermieri sono in trincea, accanto agli ammalati:  dietro le quinte, pronti a servire nel silenzio. Lo racconta Luca Lorini, direttore del Dipartimento di emergenza, urgenza e area critica dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dal cui nome di battesimo il volume prende il nome: “Forse lo squallore più forte della morte è morire soli”.

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Argomenti: Società
Tag: Bergamo Coronavirus infermieri medici Sergio Mattarella solidarietà
Fonte: SIR