Roma: il virus che uccide… il lavoro
Roma: il virus che uccide… il lavoro

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Un viaggio dentro la «pandemia sociale». Territorio per territorio, città per città. È quello che “Avvenire” ha cominciato ieri, da Roma, e che farà tappa in diversi centri del Paese. Era il 23 aprile scorso, quando ancora in piena emergenza coronavirus, papa Francesco durante la Messa del mattino a Santa Marta disse parole dure e profetiche. «Tante famiglie hanno bisogno, fanno la fame e purtroppo li aiuta il gruppo degli usurai. Questa è un’altra pandemia, la pandemia sociale». L’Italia era rinchiusa in casa eppure l’allarme già risuonava alto e forte: troppe persone non erano in grado di mettere insieme il pranzo con la cena, troppe facce mai viste avevano bussato subito alle mense della Caritas e agli sportelli dei Comuni per chiedere aiuto. Il numero degli indigenti è raddoppiato in quelle settimane, con picchi incredibili in zone dimenticate della penisola. Famiglie numerose, partite Iva senza prospettiva, anziani soli: è questo il popolo che incontrano ogni giorno, da mesi, migliaia di operatori e volontari. La presenza dello Stato si accompagna a quella, fondamentale, del Terzo settore, con molte realtà cattoliche in prima linea. Sullo sfondo, si intravede già però il frutto malato prodotto dalla “pandemia sociale”, che su queste pagine abbiamo più volte documentato: il moltiplicarsi dei casi di usura, di sfruttamento, di disumanità, insieme al guanto di sfida lanciato dalle grandi organizzazioni criminali alle istituzioni. Gli aiuti economici per il Covid fanno gola alle mafie. Per questo, al territorio servono anticorpi efficaci, da ricercare nella società civile e nelle risposte attese dalla politica. (D.M.)

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Argomenti: Società
Tag: Caritas Comunità di Sant'Egidio Coronavirus Lavoro povertà Roma solidarietà
Fonte: Avvenire