L’odissea degli ultimi. A scuola nel ghetto: «Aiutateci»
L’odissea degli ultimi. A scuola nel ghetto: «Aiutateci»

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«Tornate. Non ci abbandonate. Abbiamo bisogno di voi, ci dovete aiutare». È quello che si sono sentiti dire i volontari e gli operatori della Caritas di San Severo, della Flai Cgil e del centro culturale Baobab, lo scorso giovedì, nel “Gran ghetto” di Torretta Antonacci. Un ritorno tra i braccianti immigrati che vivono nell’insediamento, dopo la sospensione della scuola e dello sportello informativo sulla regolarizzazione, decisa per le minacce di un gruppo di facinorosi tra i quali alcuni militanti del sindacato Usb. «È andato tutto bene, tranquillo, anche se ci siamo sentiti osservati. Ma dovevamo venire perchè i lavoratori hanno bisogno di aiuto per capire come muoversi per la regolarizzazione», dice il segretario provinciale della Flai, Daniele Iacovelli.

Le associazioni non si sono dunque arrese di fronte alla violenza. Anche perché dopo la pausa decisa il 25 giugno, molti immigrati hanno chiesto che ritornassero. Alcuni hanno pagato anche 10 euro a “taxi” (non regolari, s’intende) per venire alla sede della Caritas, per chiedere aiuto. Soprattutto per le pratiche per la regolarizzazione, per loro molto complesse. E per evitare truffatori e sfruttatori che si sono fatti avanti offrendo a caro prezzo, anche 3.500 euro, la documentazione necessaria, ovviamente falsa. Già più di trenta immigrati sono stati aiutati nella sede di San Severo, tutti braccianti. Così si è deciso di riprendere il percorso interrotto al ghetto. «Proprio per difenderli», dice con convinzione Serena, mediatrice della Caritas. Ma, purtroppo, non in piena libertà. Discreta presenza, ma ben visibile, di alcuni poliziotti in borghese. «Li ringraziamo, ma è brutto che si debba fare volontariato sotto scorta», si sfoga ancora Serena. Ma i motivi per giustificare la presenza degli agenti c’erano tutti. Abbiamo potuto vedere un video del 18 giugno, quando a Caritas, Flai Cgil e Baobab è stato impedito l’accesso. Si vedono alcuni immigrati che portano cartelli con la scritta “Libertà” e col megafono urlano “Non vi vogliamo!”.

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Argomenti: Migranti
Tag: braccianti Caritas Foggia scuola sfruttamento volontariato
Fonte: Avvenire