Amatrice: mons. Pompili, “disertare questi luoghi sarebbe ucciderli una seconda volta”
Amatrice: mons. Pompili, “disertare questi luoghi sarebbe ucciderli una seconda volta”

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“No passerelle, non siete più credibili”, “Tana per tutti, nessuno escluso” e poi un significativo quanto perentorio invito: “Zona terremoto, fate inversione”. Scritte che campeggiano in alcuni manifesti ben visibili a chi arriva ad Amatrice ed Accumoli e che descrivono lo stato d’animo delle popolazioni terremotate, quattro anni dopo il sisma del 24 agosto 2016. Una protesta contro le Autorità competenti per la ricostruzione che tarda. Dopo 4 anni, ad Amatrice spuntano le prime gru che non mitigano la rabbia di chi ha perso tutto, casa, attività e affetti. Solo lo scorso 15 luglio le prime cinque famiglie amatriciane, hanno lasciato le Sae, soluzioni abitative di emergenza per rientrare in vere case. Cinque appartamenti di 90 metri quadrati circa ognuno, interamente ricostruiti nel pieno rispetto degli standard di sicurezza e risparmio energetico. Un anticipo di ricostruzione, “un segnale di speranza e incoraggiamento per tutti che dà la misura di come è possibile tornare a vivere in questo territorio” come detto dal vescovo di Rieti, mons. Domenico Pompili. Sono molti i cantieri aperti per decine di abitazioni, ma anche di un albergo.

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Argomenti: Politica/Interni
Tag: #Terremoto Amatrice anniversario centro Italia Domenico Pompili Politica ricostruzione
Fonte: SIR