La pandemia sociale. Ecco come il “modello Milano” aiuta i poveri della pandemia
La pandemia sociale. Ecco come il “modello Milano” aiuta i poveri della pandemia

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«Prima che scoppiasse la pandemia aiutavamo 48 famiglie. Ora sono 112, che sosteniamo con buoni spesa e pacchi viveri. E fra loro c’è chi si sta indebitando. Quanta gente che una casa ce l’ha, che fin qui sopravviveva con lavori precari o in nero che ora ha perso, o non bastano più, e che mai e poi mai si sarebbe sognata di chiedere aiuto», racconta Magda Bajetta, fondatrice e presidente di Ronda della Carità, associazione nata a Milano nel 1998 per prendersi cura delle persone senza dimora. «Anche a noi si sono rivolte famiglie mai viste prima. E molte sono italiane. Quante persone impiegate, sottopagate, sfruttate per anni nelle attività e nei locali della città, e poi lasciate senza lavoro, o pagate peggio di prima, in questi mesi! Ma se lasciamo indietro gli ultimi, rischiamo guerre tra poveri e gravi tensioni sociali», incalza padre Marcello Longhi, presidente dell’Opera San Francesco (Osf), storica realtà caritativa milanese.

«Il 42% dei lavoratori ha subito una ripercussione di carattere economico dall’emergenza sanitaria. Così risulta dai primi dati di un’indagine che stiamo realizzando a livello regionale su un campione di aziende e di lavoratori. E Milano sta pagando il prezzo più alto sul piano dell’impatto sociale, produttivo e occupazionale della pandemia. Un impatto legato proprio a quelli che, fin qui, erano i fattori del successo del modello Milano, con la sua spiccata vocazione internazionale e la sua forza attrattiva», spiega Mirko Dolzadelli, segretario Cisl Lombardia con delega alle politiche del lavoro. «La ‘locomotiva’ Milano si è fermata. Ma non si è spenta. E mostra i primi timidi segnali di ripresa. Ma ripartire come prima non basta. L’emergenza sanitaria ha messo in crisi alcuni punti di forza del ‘modello Milano’ e ha portato alla luce una fascia sociale borderline di persone e famiglie che, prima, sopravvivevano ai confini della povertà, per non parlare dei veri e propri working poors», sottolinea Pasquale Seddio, docente di economia aziendale all’Università del Piemonte Orientale e presidente dell’Opera Cardinal Ferrari, altra importante, popolare istituzione ambrosiana nata quasi un secolo fa, nel 1921, per volontà del beato Andrea Carlo Ferrari, cardinale arcivescovo di Milano.

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Argomenti: Società
Tag: carità Coronavirus Milano poveri
Fonte: Avvenire