Bologna. Al via le riprese di un docufilm sulla vita di padre Olinto Marella
Bologna. Al via le riprese di un docufilm sulla vita di padre Olinto Marella

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Molti bolognesi di una certa età lo ricordano mentre pedala sulla sua mitica bicicletta per le vie della città, o mentre tende il cappello chiedendo l’elemosina ai passanti nelle strade del centro storico, dove la questua prometteva di essere più copiosa. Molti non l’hanno mai incontrato ma conoscono il bene che ha lasciato in eredità, le opere dove migliaia di persone hanno trovato risposta ai loro bisogni più elementari: un pasto, un letto, uno sguardo d’amore.

Padre Olinto Marella, considerato dai bolognesi un santo della carità, è morto nel 1969 ma il suo ricordo è ancora vivo, e ancora di più lo sarà per merito di un’iniziativa che sta prendendo corpo in queste settimane. In occasione del cinquantesimo anniversario della morte e della sua imminente beatificazione – prevista per il 4 ottobre – la arcidiocesi di Bologna ha commissionato un docufilm sulla sua vita, di cui stanno per cominciare le riprese.

Si intitola “La sorpresa. L’eccezionale storia di padre Marella” e a partire da episodi realmente accaduti ripropone in maniera originale la sua figura di educatore, teologo, uomo della misericordia di Dio. La regia è stata affidata a Otello Cenci (vedere intervista in questa pagina) che ha curato la sceneggiatura insieme a Giampiero Pizzol. Il profilo umano di Marella viene tratteggiato attraverso gli occhi di Ivo e Anna, accolti ancora bambini nella casa dove negli anni della Seconda guerra mondiale vennero ospitati migliaia di giovani senza famiglia o sbandati.

Originario di Pellestrina (Venezia) dove nasce nel 1882, dopo essere diventato terziario francescano entra in Seminario a Roma dove ha come compagno di classe Angelo Giuseppe Roncalli, futuro papa Giovanni XXIII. I primi anni di sacerdozio lo vedono nel mirino dell’autorità ecclesiastica per le sue simpatie per il modernismo, che causano una sospensione a divinis che durerà 16 anni. Si dedica all’insegnamento della filosofia in varie città, finché nel 1924 approda a Bologna dove per 24 anni sale in cattedra in prestigiosi licei come il Galvani e il Minghetti.

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Argomenti: Cultura Storie
Tag: Bologna carità cultura poveri prete storia testimoni
Fonte: Avvenire