Pandemia sociale. Nel deserto di Venezia che ora lotta per sopravvivere
Pandemia sociale. Nel deserto di Venezia che ora lotta per sopravvivere

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Da una settimana è partito il viaggio di “Avvenire” nella «pandemia sociale»: l’inchiesta che racconta l’emergenza economica causata dal coronavirus. Città per città, territorio per territorio, il nostro impegno porterà ai lettori la fotografia di un’Italia piegata dal Covid-19. Famiglie in difficoltà, imprese a rischio usura, vecchi e nuovi poveri aggrappati alla solidarietà dello Stato e delle molte associazioni cattoliche in prima linea.

«Finalmente. Sono emozionato, come fosse la prima volta. È stato complicato, in questi mesi. Ci si è messo anche il Covid, la chiusura delle fabbriche… Riaprire non è stato facile». Gli occhi lucidi, il sorriso stanco: bisognava vederlo Walter Mutti, quando in fondamenta delle Zattere gli hanno recuperato, nei giorni scorsi, l’edicola trascinata via dall’acqua granda del 12 novembre 2019 ed inabissatasi nel canale della Giudecca. In questi mesi Walter ha ripreso l’attività ospite di don Andrea, il parroco, e grazie ad una raccolta spontanea di aiuti. È il simbolo di Venezia che lotta, che vuol rinascere, che non ci sta alla crisi senza fine in cui sprofonda ormai da mesi.

Fino all’anno scorso scoppiava di turisti, la Serenissima: 30 milioni l’anno, tanto da immaginare i cancelli per il numero chiuso. Ed ora è vuota. Il 15% degli alberghi aprirà solo a fine estate. Un altro 15% non aprirà affatto. Solo 7 hotel su 10 sono attivi. «Si tratta di una scommessa, un atto di fede, perché in realtà turisti in questo momento non ce ne sono – ammette il direttore dell’Associazione Veneziana Albergatori (Ava) Claudio Scarpa –. Infatti i tassi di occupazione delle camere sono al 15%; erano saliti al 40% solo nella notte del Redentore». In autunno il tasso dovrebbe salire al 40%, ma è comunque insufficiente a reggere i costi aziendali. Federalberghi Veneto ha ipotizzato che il turismo ritornerà ai livelli pre-Covid solo nel 2023. «Dal decreto Agosto mi aspetto la decontribuzione per gli imprenditori, ormai in crisi di liquidità, che decidono di riassumere – anticipa il presidente Marco Michielli –. Ma anche aiuti concreti per i dipendenti, fortemente provati da questa situazione di costante incertezza».

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Argomenti: Società
Tag: Coronavirus crisi Venezia
Fonte: Avvenire