Strage mai finita. Nadia Murad: «Nell’impunità prosegue il nostro genocidio»
Strage mai finita. Nadia Murad: «Nell’impunità prosegue il nostro genocidio»

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Nadia Murad, premio Nobel per la Pace nel 2018, nel sesto anniversario del genocidio della minoranza religiosa yazida nel Sinjar (Iraq), che i miliziani di al-Baghdadi hanno schiavizzato e ucciso nel nome del fanatismo, parla di un genocidio ancora in corso: mancano all’appello oltre 2.000 rapiti e nessun governo processa chi ha compiuto quei crimini.

Perché il mondo pensa che Daesh sia sconfitto, e non capisce le conseguenze del suo operato sulle minoranze come quella yazida?
Molte persone hanno visto il genocidio del mio popolo dai propri salotti. Guardavano con orrore e incredulità mentre la mia comunità era soggetta a violenze indicibili. E quando un conflitto o una tragedia scompare dalle notizie in prima pagina, si ritiene che non sia più un problema. Il genocidio è ancora in corso perché 200.000 yazidi sono ancora sfollati, migliaia di donne e bambini sono ancora dispersi o prigionieri e quelli che provano a ritornare a casa non trovano più nulla.

A che punto è il riconoscimento delle responsabilità di Daesh per i propri crimini?
Germania, Francia e Paesi Bassi stanno conducendo indagini sui crimini contro l’umanità e crimini di guerra commessi da combattenti stranieri contro gli yazidi, molti altri Paesi invece hanno rifiutato di ritenere responsabili i propri cittadini. Molti sopravvissuti credono che ci sarà giustizia solo quando i tribunali verranno istituti in Iraq. La probabilità che avvenga sembra minima, non sono stati ancora presi provvedimenti.

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Argomenti: Mappamondo
Tag: genocidio Iraq Isis
Fonte: Avvenire