Pandemia sociale. Foggia, dove il futuro è in prestito (con il microcredito)
Pandemia sociale. Foggia, dove il futuro è in prestito (con il microcredito)

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Più di cento richieste d’aiuto in un mese. Famiglie che non riescono più a sopravvivere. Che già vivevano in condizioni molto difficili e che col Covid-19 sono finite nel baratro. Sono quelle che si sono rivolta alla Fondazione antiusura Buon Samaritano di Foggia. Ben 85 hanno ottenuto prestiti da 500 a 2mila euro, grazie a un finanziamento di 150mila euro della Regione Puglia. Apparentemente poco, ma tanto per chi è ridotto davvero alla fame. Ed è una facile vittima degli strozzini. Più del 90% non aveva mai bussato alla porta della Fondazione, nuovi poveri.

Con una crescita che preoccupa. «Prima ascoltavamo 15 persone a settimana, ora 30-40 al giorno – ci spiega il presidente della Fondazione, Pippo Cavaliere –. Le domande accolte sono state circa il 90%. Non più di 5 avevano già avuto aiuti dalla Fondazione. Gli altri tutti nuovi». Famiglie già a rischio che ora con l’epidemia non ce la fanno più. «Il 50% sono persone che sbarcavano il lunario con lavori di fortuna, lavori in nero, badanti. Col Covid si è bloccato tutto e non avevano più niente per vivere. Persone che vivevano già in condizioni precarie. E che il Covid ha fatto precipitare». Un altro 30-40% sono persone in cassa integrazione, spesso ancora in attesa dei pagamenti. «Vengono a chiedere perché sono venute meno le entrate necessarie, indispensabili per vivere».

La Fondazione dal 1997 ha erogato prestiti per più di 15 milioni di euro, ma una situazione come questa non l’aveva mai affrontata. «Noi possiamo concedere i prestiti se c’è un minimo di capacità reddituale. Finora le persone che si erano rivolte alla Fondazione, in un modo o nell’altro, dimostravano di poter prima o poi restituire questi soldi. Ora dobbiamo aiutare anche chi non dimostra queste garanzie».

A loro si rivolge il finanziamento regionale, con condizioni particolarmente favorevoli. Sono microcrediti che la regione chiama “piccoli prestiti” da restituire in 60 rate in 5 anni con un periodo di preammortamento di 6 mesi in cui pagare gli interessi. Ma siccome non sono previsti interessi, cioè sono prestiti a tasso zero, nei primi 6 mesi non si paga nulla, e dal settimo mese cominci a pagare le rate, al massimo 37 euro al mese. Ora la regione ha pubblicato un altro avviso per ulteriori 150mila euro. Ed è molto importante perché, avverte Cavaliere, «continuiamo ad avere richieste. Ci telefonano in continuazione».

Un aiuto prezioso anche per non finire nelle mani degli usurai. «Qualcuno ci ha fatto intendere che si era già rivolto “all’amico di famiglia” o “a quello della porta accanto”. Noi abbiamo percepito quello che definiamo “il consenso sociale”, persone che hanno offerto gratuitamente un aiuto, una strategia messa in atto dalla criminalità per poi farli sentire in debito. Oggi ti dò 50 euro, un buono per acquistare alimenti in un supermercato, poi tra qualche mese potrò aver bisogno di te».

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Argomenti: Società
Tag: Antiusura Coronavirus microcredito povertà solidarietà
Fonte: Avvenire