L’incendio di Moria. I bambini in strada, tra fame e paura: «Dove dormiremo?»
L’incendio di Moria. I bambini in strada, tra fame e paura: «Dove dormiremo?»

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«Alle 22 ero in tenda, quando ho sentito persone che gridavano: al fuoco!». A. A. ha 16 anni, è un richiedente asilo d’origine afghana e uno dei 4mila minori presenti fino a ieri nel campo di MoriaL’incendio che ha devastato l’enorme tendopoli sull’isola greca di Lesbo lo ha vissuto in presa diretta. «All’inizio pensavamo che fosse un piccolo rogo, come altri in passato. Poi ci siamo resi conto della situazione». Insieme ad altre migliaia di profughi, A. ha cercato riparo dalle fiamme: «Abbiamo trascorso la notte in strada. Ogni cosa è stata distrutta dal fuoco. La polizia sta rintracciando le persone che hanno abbandonato il campo, ma non sappiamo dove li portino. Spero che nessuno abbia perso la vita nelle fiamme…».

Il ragazzo è amico di N. A. (il 17enne afghano che i lettori di Avvenire conoscono come Nico). A Lesbo da agosto, in attesa di conoscere l’esito della richiesta d’asilo, Nico viene sostenuto da Filippo e Fabiola Bianchini, i coniugi che l’hanno accolto nella casa famiglia di Atene della Comunità Papa Giovanni XXIII: «A Moria, dopo l’incendio, non esiste più neanche l’ufficio asilo – racconta Fabiola –. Proprio ieri avevamo ricevuto una risposta informale secondo cui a Nico sarebbe stato rifiutato l’asilo. E ora lui doveva andare a ritirare la comunicazione, per poter impugnare la decisione in appello. Ma adesso è tutto bloccato e non sappiamo cosa accadrà». Nico è minorenne (anche se le autorità greche finora non intendono prenderne atto) e pertanto non espellibile, in accordo con le convenzioni internazionali.

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Argomenti: Mappamondo
Tag: bambini incendio Lesbo minori profughi
Fonte: Avvenire