L’Onu: «In Mali resiste la schiavitù, non si applicano le leggi»
L’Onu: «In Mali resiste la schiavitù, non si applicano le leggi»

Condividi:

«Niente può giustificare il persistere della pratica della schiavitù in Mali». Lo hanno sottolineato gli esperti dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite avendo analizzato la situazione nel Paese dove la schiavitù per discendenza, sottolineano, «perdura malgrado una legge l’ abbia ufficialmente abolita nel 1905». In Mali, alle prese con una tremenda offensiva jihadista e con la giunta golpista che non ha ancora deciso di lasciare il potere ai civili, chi ha antenati che sono stati schiavi continua ad essere considerato schiavo e ad appartenere alle famiglie che possiedono schiavi da generazioni. Nel Paese le persone “schiave” lavorano senza stipendio, possono essere ereditate e sono private dei diritti umani fondamentali.
L’intervento degli esperti Onu arriva dopo che quattro persone schiave sono state picchiate a morte e una donna di 80 anni e altre due persone sono state ferite gravemente la scorsa settimana. «Condanniamo questi atti barbari e criminali che violano il diritto alla vita e all’integrità fisica e alla dignità umana e che restano troppo spesso impuniti» hanno denunciato gli esperti Onu che chiedono «un’inchiesta rapida, trasparente e imparziale sulla vicenda avvenuta il primo settembre a Djandjoumé perché sia fatta giustizia». Una delle vittime, un uomo di 69 anni considerato uno schiavo, aveva ottenuto una sentenza a suo favore contro l’imam del suo villaggio ma i membri della sua comunità si sono opposti alla decisione del giudice, hanno circondato la sua casa e l’hanno selvaggiamente picchiato.

Continua a leggere

Argomenti: Mappamondo
Tag: Mali Onu schiavitù violenza
Fonte: Avvenire