Paladino: i miei «segni d’arte» per arricchire il nuovo Messale
Paladino: i miei «segni d’arte» per arricchire il nuovo Messale

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Non ama che siano chiamate «opere d’arte ». «E non ho mai pensato che dovessero essere tali», racconta Mimmo Paladino. Ciò di cui si parla sono le tavole, ventitré in tutto, che arricchiscono il nuovo Messale Romano in italiano. La Cei, che ha curato non solo la traduzione dal latino ma anche il progetto editoriale del rinnovato libro liturgico, ha voluto ancora una volta che l’arte fosse a servizio della celebrazione e che mistero, bellezza e vita si unissero.

Un’arte “nuova”, contemporanea entra nel volume invece di ricorrere ai capolavori dei secoli passati. Era accaduto anche con il Lezionario varato nel 2007 che contiene un prezioso corredo di immagini firmate da trenta maestri del nostro tempo. E a realizzare alcuni dei lavori era stato Mimmo Paladino. Il maestro 71enne originario della Campania, fra i maggiori artisti contemporanei che l’Italia sta esprimendo, esponente di primo piano della transavanguardia, è tornato a confrontarsi con l’ars celebrandi. Ed è stato scelto dalla Cei per illustrare la terza edizione italiana del Messale che arriverà entro fine mese nelle parrocchie della Penisola, dopo un articolato percorso durato quasi due decenni e che sostituisce la precedente edizione rimasta in uso per 37 anni. Paladino definisce le opere contenute nel libro liturgico «pagine disegnate ».

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Argomenti: Cei
Tag: arte Cei liturgia messale
Fonte: Avvenire