Sindone, tutti i limiti e i dubbi sulla datazione del 1988
Sindone, tutti i limiti e i dubbi sulla datazione del 1988

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Che cosa non andava, nelle prove di datazione con il metodo del Carbonio 14 eseguite nel 1988 sulla Sindone? In questi trent’anni la diffidenza e le critiche per le modalità con cui vennero preparati ed eseguiti quegli esami sono cresciute ovunque, e non solo negli ambienti di stretta osservanza cattolica. Ora è un gruppo di scienziati a compiere una revisione complessiva di quegli esami, offrendo (finalmente) una lettura organica delle criticità che si sono riscontrate.

Coordinati da Paolo di Lazzaro, direttore di ricerca all’Enea di Frascati e vicedirettore del Centro studi sulla Sindone di Torino, scienziati italiani e britannici riprendono in mano i materiali disponibili e provano a ricostruire non tanto la trama dei fatti (e degli intrighi, se ci furono), quanto a analizzare minuziosamente i vari passaggi che portarono al risultato della datazione medievale della Sindone, annunciato dal cardinale Ballestrero il 13 ottobre 1988.

Con Di Lazzaro firmano la ricerca i professori Paola Jacomussi (Inrim Torino), Antony Atkinson (London School of Economics), Marco Riani (Università di Parma), Marco Ricci (Novara), Peter Wadhams (Cambridge). Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista scientifica “ Entropy”.

È mettendo insieme i pezzi che prendono forma e forza anche le critiche avanzate in questi anni. Critiche che riguardano, prima di tutto, la scarsa trasparenza nella gestione delle informazioni; e anche le modalità anomale con cui vennero comunicati i risultati: la rivista “ Nature” uscì con il rapporto scientifico ufficiale ad appena 4 mesi dalla comunicazione dei risultati – un intervallo di tempo irrisorio, per un articolo che avrebbe dovuto fornire la documentazione completa di ogni singola operazione compiuta.

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Argomenti: Cultura
Tag: #scienza Sindone
Fonte: Avvenire