«Per la mia Colleferro sarò prete dell’ascolto»
«Per la mia Colleferro sarò prete dell’ascolto»

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Con i passi dell’umiltà sulle strade della vita. Questo è il sentimento che accompagna Claudio Sinibaldi, un giovane di 36 anni nato a Colleferro che oggi pomeriggio sarà ordinato sacerdote nel piazzale davanti la cattedrale di San Clemente a Velletri. Colleferro, città ultimamente alla ribalta delle cronache nazionali per l’omicidio di Willy Monteiro Duarte di Paliano, un ragazzo di 21 anni ucciso a botte da un gruppo di giovani di Artena, nella notte tra il 5 e il 6 settembre, mentre cercava di portare pace in una lite. Per Claudio Sinibaldi è stata un’occasione per riflettere e domandarsi cosa potrà fare lui come sacerdote a servizio di tutta la comunità della diocesi di Velletri-Segni.

“Intanto ci tengo a dire che Colleferro non è così come è stata e viene descritta. Si tratta di un fatto che poteva capitare ovunque. Un ragazzo che non c’entrava nulla e si è sacrificato per qualcun altro, questo è un seme di speranza, significa che c’è qualcuno che ancora riesce a dare la vita per il prossimo”, racconta con emozione Claudio, mentre si trova nella quiete del chiostro della cattedrale.

“A proposito della violenza che c’è stata contro Willy, secondo me, molto dipende dal non senso che pervade l’esistenza di tante persone. Quando non c’è qualcosa che riempie la giornata, il vuoto viene occupato dalla prepotenza e dall’egoismo e da tutto ciò che genera odio”. Per il giovane Claudio “La soluzione è quella di stare accanto alle persone. Sicuramente è difficile stare vicino a tutti e ciascuno. Però penso che bisogna creare le giuste occasioni. Basterebbe semplicemente dedicare tempo all’ascolto. Certo questo non risolve tutto. Nel caso di quei quattro ragazzi probabilmente non si sarebbero create nemmeno le opportunità per poterci parlare. Ci stiamo riferendo a qualcosa che proviene da un contesto familiare e culturale che va oltre quello che noi possiamo fare”. Però non bisogna cedere, anzi è necessario lavorare per “non far mancare l’ascolto verso i giovani e la famiglia. Se non c’è questo, il vuoto e il non senso della vita sicuramente rimangono e vengono occupati da ciò che porta aggressività”.

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Argomenti: Storie
Tag: #vocazioni giovani prete
Fonte: Avvenire