Mongolia: suor Agnes e i bambini di Ulan Bator
Mongolia: suor Agnes e i bambini di Ulan Bator

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Un piccolo gregge di 1.300 persone. Sono i cattolici in Mongolia, una giovane Chiesa in un Paese dal passato millenario. “Nonostante tutti gli sforzi compiuti come missionari impegnati nella scuola, abbiamo restrizioni a indossare abiti religiosi”, dice suor Agnes Gangmei, Figlia di Maria Ausiliatrice, nata in India e missionaria in Mongolia dal 2012. “Posso predicare solo con la mia vita: con il modo in cui interagisco con la mia comunità, con i bambini e le persone. Testimonio il Vangelo facendo il mio lavoro, non perdendo mai la speranza, la gioia. Sono qui solo per preparare il terreno e gettare semi”.

Valori umani, radice cristiana. Suor Agnes vive ad Orbit, alla periferia di Ulan Bator, una delle città più povere del pianeta, con un milione e mezzo di abitanti circa, su una popolazione di 3 milioni e 200mila persone sparse per il resto del Paese grande cinque volte l’Italia. Territori enormi e spopolati, dove la tundra dell’Altopiano asiatico si alterna al deserto del Gobi e alle foreste dei monti del Khogno Khan. Forse anche per questo “distanziamento geografico” dovuto alla natura e alla storia della Mongolia (appena due abitanti per km quadrato) i numeri della diffusione del Covid in questi mesi sono rimasti contenuti (poco più di 1.400 contagiati e due morti, secondo le stime ufficiali). Ma anche per effetto del lockdown che da novembre scorso ha chiuso molte attività e le scuole.“Quest’anno a causa della pandemia di Covid-19, nella scuola della ‘Casa Don Bosco’ abbiamo pochi bambini rispetto al solito”,spiega suor Agnes che vive con altre tre missionarie (due della Corea del Sud e una giapponese) da sei anni impegnate a fare scuola a un centinaio di bambini nella scuola materna, circa 70 per le classi elementari, e 25 per il doposcuola. Vestono abiti civili in osservanza alla legge in base alla quale istituzioni religiose non possono gestire strutture educative statali. La Mongolia, Paese a maggioranza buddista, è terra di frontiera dove “noi missionari non siamo liberi di insegnare o parlare di religione se non tra le mura della chiesa. A scuola dobbiamo limitarci a trasmettere semplicemente valori umani che per noi hanno una radice cristiana”.

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Argomenti: Missioni
Tag: bambini Coronavirus lockdown Mongolia pandemia salesiani Vangelo
Fonte: SIR