Card. Semeraro: “Serve un nuovo stile per ascoltare la gente”
Card. Semeraro: “Serve un nuovo stile per ascoltare la gente”

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Chi ha partecipato all’udienza di oggi nella Sala Clementina è uscito con un largo sorriso stampato in volto: non è esagerato parlare di gioia per le parole del Papa, quelle del discorso previsto e – molto di più – per le improvvisazioni su temi e con argomenti che aprono una pagina bianca tutta da scrivere, ma forse persino un intero libro. Tra i presenti, il cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, e ancora – «per poco, purtroppo» – vescovo di Albano. Consigliere del Papa e pastore: l’ideale per capire a fondo.

Cos’ha voluto dire il Papa?

Per capire il discorso di Francesco va notato che la sua riflessione è in rapporto al Convegno ecclesiale di Firenze, dove è scolpita l’intuizione di una strada. La Chiesa italiana viene incoraggiata sulla via del convenire, che è cosa più ampia del “fare un convegno”, anche se ovviamente lo include. Oggi dobbiamo chiederci come mai sono passati largamente nel dimenticatoio contenuti e percorsi non solo di Firenze 2015 ma anche di Verona 2006, dove si era intuito il riferimento agli ambiti di vita. Sinodalità, convenire, discernimento sono parole che ritroviamo persino nel Convegno nazionale di Palermo 1995, eppure oggi suonano ancora nuove: le abbiamo considerate come acqua lasciata scorrere senza assorbirla?

Cosa significa «incominciare un processo di Sinodo nazionale»?

Il Papa ci ha parlato più volte di “sinodalità dal basso”, intendendo che il primo livello si realizza nelle Chiese particolari tramite organismi di comunione, consigli presbiterali e pastorali, collegi di consultori: solo se questi e altri organismi partono dai problemi e dalle domande della gente la Chiesa assumerà un volto sinodale.

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Argomenti: Chiesa in Italia
Tag: Chiesa Firenze Marcello Semeraro Papa Francesco sinodalità
Fonte: Avvenire