Il servizio civile torna a correre
Il servizio civile torna a correre

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Dopo l’anno del lockdown, questo potrebbe essere l’anno del rilancio. E non solo. Nel 2020 anche il servizio civile è stato investito dallo tsunami della prima ondata del Covid-19, paralizzando momentaneamente molti progetti. Alla vigilia della chiusura del nuovo bando, domani, l’anno da poco iniziato si presenta con l’avvio in servizio di circa 57mila giovani (erano meno di 40mila l’anno scorso). E presto anche il Servizio civile universale (Scu) potrebbe beneficiare del Recovery plan, visto che è stato già citato nella prima bozza Conte e da poco analizzato alla Camera nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ma soprattutto, l’investimento sui giovani è tema caro a Mario Draghi. Che ora, da premier incaricato, lo ha ripetuto a tutti i partiti durante le consultazioni. Non è irrealistico pensare che il nuovo governo vorrà investire proprio sul servizio civile. A marzo 2020 dunque il lockdown paralizza molti progetti in corso. È l’anno in cui saranno 39.646 le ragazze e i ragazzi in servizio. Dopo lo choc iniziale, gli enti ridisegnano i progetti e presto rientrano in servizio 31.775 giovani, il 98% dei volontari di quel periodo dell’anno. L’anno durissimo del Covid- 19 per il servizio civile si chiude comunque con ottime prospettive. A fine ottobre il ministro delle Politiche giovanili, Vincenzo Spadafora, stanzia fondi aggiuntivi: 200 milioni per il 2021, altrettanti per il 2022. Con quelli già previsti, portano a circa 300 milioni l’anno il budget per il servizio civile.

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Argomenti: Giovani
Tag: giovani Servizio Civile volontariato
Fonte: Avvenire