Bosnia: tra le famiglie respinte, nascoste nei boschi per non venire separate
Bosnia: tra le famiglie respinte, nascoste nei boschi per non venire separate

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Il villaggio di cellophane e neve non si trova su nessuna mappa. Bisogna arrivarci arrampicandosi su un pendio di ghiaccio, aggrappandosi ai rovi seccati dal freddo, seguendo una muta di amichevoli randagi che conoscono la strada. Al riparo da qualsiasi sguardo, è qui che da mesi si nascondono i più piccoli tra gli invisibili della rotta balcanica. Protetti dalla fitta foresta, per tetto hanno solo qualche telo di plastica nera annodato ai tronchi di faggi e pini neri.

Nel solo cantone di Una–Sana ci sono circa 500 minori non accompagnati, insieme a circa 450 bambini con le loro famiglie. In tutto un migliaio di minorenni, più dei mille maschi adulti ammassati tre le tende del campo ufficiale di Lipa, in Bosnia.

«Qui non diamo fastidio e non ci danno fastidio» spiega l’imam bengalese. Nel villaggio abusivo dei respinti, sotto al telone verde c’è pure la moschea. Il ragazzo afghano ce l’ha con la neve. Perché la legna è fradicia, e non ci si può neanche scaldare intorno a un fuoco. Racconta di essere stato respinto 54 volte. E non con le buone. «Ma non mi arrendo. Appena smette di far freddo ci riprovo. Se non mi vogliono dovranno ammazzarmi», dice con il tono audace di chi a neanche sedici anni ne ha viste troppe per lasciarsi scoraggiare dalle sprangate di un poliziotto europeo.

Qualche anno fa nessuno di loro sarebbe venuto a nascondersi nel bosco dei reietti. La gente di Nepeke non aveva mai fatto mancare una scodella di zuppa né il latte caldo per i bambini. Ma ora i dannati della rotta balcanica non sono più i benvenuti neanche alla preghiera del venerdì, quando almeno si sentivano parte di una comunità. Nella nuova moschea, una delle decine edificate di recente con fondi di sauditi e dal Kuwait, non tutti sono contenti di vedere arrivare gli stranieri che nessuno vuole.

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Argomenti: Migranti
Tag: Bosnia-Erzegovina famiglia migranti rotta balcanica
Fonte: Avvenire