La pandemia sociale. L’usura stritola chi è senza lavoro
La pandemia sociale. L’usura stritola chi è senza lavoro

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Crescono denunce e richieste delle associazioni: in tanti entrano nei gironi infernali e pagano con la vita «Legge anacronistica, si aiutino subito le vittime. Le banche? Recuperino la funzione sociale del credito» Ogni giorno, un blitz contro gli usurai. L’ultimo, venerdì, ha portato i militari della Guardia di Finanza di Bergamo a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tre persone, un commercialista e due imprenditori. Che si tratti di usura di vicinato, di fenomeno da colletti bianchi o di strumento per controllare il territorio da parte delle mafie, il denaro sfruttato come elemento di estorsione e di ricatto (con richieste di rimborsi a tassi altissimi da parte degli strozzini) è uno dei tratti-chiave della ‘pandemia sociale’. Preoccupa tante associazioni che sono in prima linea a difesa dei più fragili, a partire dal mondo cattolico. Ci sono tanti ‘invisibili’, come quelli che raccontiamo in questa pagina, che entrano involontariamente nei circoli del malaffare e finiscono per pagare con la vita. Di altri ‘invisibili’, in particolare di senza fissa dimora, richiedenti asilo, rifugiati e apolidi, persone rom e sinti, si è occupato invece un altro appello lanciato ieri dalle associazioni che aderiscono al Tavolo immigrazione e salute al ministro della Salute, Roberto Speranza: siano emanate subito, è il senso della mobilitazione, indicazioni nazionali che definiscano le modalità di inclusione nel piano vaccinale nazionale di 500mila persone .

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Argomenti: Società
Tag: Coronavirus pandemia Usura
Fonte: Avvenire