Banchi dei pegni, Compro oro frontiere della nuova povertà
Banchi dei pegni, Compro oro frontiere della nuova povertà

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L’emergenza Covid 19, che ha fatto aumentare disoccupazione e tassi di povertà tra larghe fasce della popolazione italiana, ha innescato un “cortocircuito”: la perdita del lavoro e l’instabilità economica, unite alla difficoltà di accesso al credito, spingono molte persone «a ricorrere ad altri canali di indebitamento, alcuni dei quali controllati dagli stessi istituti di credito, pronti ad approfittare della vulnerabilità di soggetti fragili». È la denuncia contenuta nel rapporto intitolato proprio ‘Cortocircuito. Come la spirale del debito impoverisce il tessuto sociale’ curato dal Comitato nazionale comunità di accoglienza (Cnca) e presentato ieri. «Questo documento ci aiuta a leggere meglio e ad analizzare alcuni dei processi profondi che stanno alla base di molti dei problemi che incontriamo ogni giorno nel nostro lavoro accanto alle persone più vulnerabili che vivono situazioni di povertà assoluta e mancanza di lavoro di lunga durata, dipendenza da gioco o da sostanze – riflette Riccardo De Facci, presidente del Cnca –. Sempre più spesso riscontriamo, connesse a queste problematiche, situazioni di indebitamento importanti, con ricorso all’usura e utilizzo massiccio dei Banchi dei pegni o, finché è possibile, con vendite di oro o preziosi, attingendo agli ultimi piccoli possessi familiari».

Secondo i dati Istat, nel 2019 erano quasi 1,7 milioni le famiglie che vivevano in condizioni di povertà assoluta (4,6 milioni di persone). E i dati dell’ultimo rapporto Caritas fotografano un drammatico peggioramento di questa situazione: i nuovi poveri che nel 2020 si sono presentati per la prima volta ai centri di ascolto sono passati dal 31% al 45%. «Tra le cause che hanno concorso al tracollo di una parte del tessuto sociale e produttivo – denuncia il report del Cnca – va incluso anche il comportamento del sistema bancario e creditizio che non si è rivelato prodigo nel concedere liquidità né ai giovani né alle imprese, soprattutto a quelle di piccole dimensioni».

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Argomenti: Società
Tag: Caritas Cnca Coronavirus pandemia povertà Usura
Fonte: Avvenire