Nella neve congelano le speranze dei migranti: l’Europa si è fermata a Lipa
Nella neve congelano le speranze dei migranti: l’Europa si è fermata a Lipa

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I prigionieri di Lipa avanzano nella bufera un palmo alla volta. L’ultimo della fila ci metterà due ore prima di ricevere un panino e un barattolo di carne in scatola. Nell’accampamento sorvegliato dalle forze speciali bosniache la vita degli ostaggi del “game”, l’insana sfida per raggiungere l’Europa, è organizzata come in uno stalag, i campi per i nemici catturati in guerra: per tutto il giorno non c’è nulla da fare.

In quaranta dentro a una tenda ad arco vuol dire 3 metri quadri per persona, branda compresa. Non ci si muove. Intorpiditi e ammassati nei letti a castello, migranti e profughi attendono la luce del giorno come una benedizione. Dopo il tramonto l’unica fonte luminosa è la stufetta da campo, che pompa calore attraverso una bocca che si accende di rosso fuoco. Alla lunga, anche a causa del sovraffollamento, l’aria calda diventa irrespirabile. Se il Covid dovesse arrivare nel campo di Lipa, non ci sarebbe modo per starne alla larga. Molti lamentano mal di testa, affanno, male alla schiena e alle gambe.

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Argomenti: Migranti
Tag: Bosnia-Erzegovina Europa migranti rotta balcanica
Fonte: Avvenire