Tra i profughi in Niger, la salvezza è un corridoio umanitario verso l’Italia
Tra i profughi in Niger, la salvezza è un corridoio umanitario verso l’Italia

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Gli occhi del Sultano di Agadez dicono tutto. Prima ancora delle parole, ben scandite da sotto il turbante nel nostro incontro esclusivo: «Bisogna restare uniti anche nelle difficoltà. Ognuno deve capire quello che succede all’altro, la persona rifugiata ha diritto quanto noi a una vita degna». Oumarou Ibrahim è il 53esimo discendente del Sultanato tuareg del Air ed è venerato dagli abitanti della Regione di Agadez e di buona parte del resto del Niger come artigiano di pace.

È grazie a lui che nel Paese più povero al mondo – un nigerino su due è indigente, l’analfabetismo è all’80 per cento – non c’è spazio per la discriminazione verso gli stranieri in fuga da guerre, terrorismo e violenze endemiche.

Ma è soprattutto grazie ai corridoi umanitari di Cei, grazie a Caritas Italiana, in collaborazione con Unhcr, Alto Commissariato Onu per i rifugiati, che nelle prossime settimane, in accordo col governo italiano, una cinquantina di loro potranno salire su un volo per l’Italia. Uomini, donne e bambini vulnerabili che troveranno ospitalità in famiglie volontarie appartenenti alle 70 diocesi coinvolte nel programma.

A due settimane dal ballottaggio delle presidenziali, in Niger sono giorni frenetici. Tra la capitale Niamey e la città Unesco alle porte del Sahara, da anni crocevia di migrazioni verso Nord ma anche di ritorni forzati dalle vicine Algeria e Libia, l’equipe di Caritas è in missione per ascoltare i racconti dei rifugiati.

Luciana Forlino, Daniele Albanese e Oliviero Forti con l’aggiunta di Alganesh Fessaha – attivista eritrea da 35 anni in Italia, presidente di Gandhy Charity e faro nella lotta al traffico di esseri umani – devono scegliere, con un enorme equilibrio mentale a cavallo tra professionalità ed empatia, chi sarà idoneo a partire. Entrare con loro nelle stanze e osservare sguardi, gesti e toni di voce è roba da stomaci forti.

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Argomenti: Mappamondo Migranti
Tag: Caritas corridoi umanitari Niger profughi
Fonte: Avvenire