Bimbi con sindrome di Down. Luciano e Anna: “Il nostro Francesco è la tenerezza di Dio”
Bimbi con sindrome di Down. Luciano e Anna: “Il nostro Francesco è la tenerezza di Dio”

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Francesco Maria compirà 6 anni la prossima settimana. È un bambino dolcissimo ma anche molto  determinato: quando ti incontra vuole sempre fare il girotondo e si arrabbia se alla fine non cadi “giù per terra” con lui. Perché solo mettendoti alla sua altezza puoi scoprire un mondo che altrimenti rischia di sfuggirti. Francesco Maria è un bimbo speciale, ha la sindrome di Down con la quale nascono circa un neonato su 1.200. Non esistono dati ufficiali, ma secondo l’Associazione italiana delle persone Down (Aipd), oggi in Italia le persone con questa sindrome sono circa 38mila, la maggior parte con più di 25 anni, perché negli ultimi tempi di fronte ad una diagnosi prenatale di Trisomia 21, molti genitori decidono di non proseguire la gravidanza. Intorno al piccolo Francesco ci sono i genitori Luciano e Anna Russo – lui ufficiale della Guardia di finanza, lei terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva – e Michele, 22 anni, promettente vignettista, già arruolato in una campagna Anmil (Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro) e con il sogno di diventare regista e/o sceneggiatore, che affida il suo amore per il fratellino ad una vignetta realizzata appositamente per il Sir. Alla vigilia della Giornata mondiale per la sindrome di Down che ricorre domani, siamo andati a trovarli nella loro casa.

“Molte volte, quando parliamo di Francesco – esordisce Anna – mi viene chiesto: ‘Ma tu non lo sapevi, non l’hai fatta l’amniocentesi?’. Io, che durante tutta la gravidanza avevo ‘sentito’ dentro di me che Francesco sarebbe nato così, rispondo sempre: ‘Non mi importava saperlo; la scelta l’avevamo già fatta, sia io che mio marito’. È vero, all’inizio può essere una sofferenza perché tuo figlio è comunque affetto da una patologia, però è quello stesso figlio che ti darà la forza di andare avanti. Per me – aggiunge con un sorriso – lui è l’aria, la vita, è la mia forza. Francesco Maria mi ha insegnato ad andare più piano, ad accettare le cose che non si riescono a fare; non per forza dobbiamo saper fare tutto; prima ero diversa. Oggi lo accetto così com’è. Ho alzato le mani, mi sono affidata ai suoi terapisti pur essendo terapista io stessa. Io devo fare la mamma; sono la mamma di un bambino di quasi sei anni che io amo ed è adorato da tutti, in famiglia e fuori”.

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Argomenti: Società Storie
Tag: bambini Down famiglia storie
Fonte: SIR