Progetto Timmi: “La pandemia ha accresciuto le fragilità di famiglie in difficoltà”
Progetto Timmi: “La pandemia ha accresciuto le fragilità di famiglie in difficoltà”

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Intercettare le fragilità familiari per prevenire forme di potenziale maltrattamento all’infanzia: questo l’obiettivo del progetto Timmi, nato dalla collaborazione tra Terre des Hommes Italia e l’Ospedale dei bambini Vittore Buzzi di Milano. Nel 2020 l’iniziativa ha concluso il suo primo anno di attività consolidando il suo intervento all’interno della struttura ospedaliera, come dimostrano i dati diffusi nei giorni scorsi. In un anno segnato dal Covid, in cui sono emerse ancora più fragilità e anche una frattura dal punto di vista educativo, come ha ricordato il card. Gualtiero Bassetti, nell’introduzione dei lavori dell’ultimo Consiglio episcopale permanente, il lavoro di “Timmi” ha riguardato anche l’accompagnamento di 72 famiglie di bambini ricoverati per Covid-19, che hanno presentato casi di stress post traumatico da lockdown o da ricovero per Covid-19. Ne parliamo con Lucia Romeo, responsabile pediatra del servizio Timmi presso l’Ospedale dei bambini Vittore Buzzi, e Federica Giannotta, responsabile Advocacy e Progetti Italia di Terre des Hommes.

Quale bilancio si può fare del primo anno di “Timmi”?

Romeo: Siamo molto soddisfatti, anche perché mi piace ricordare che, dietro ai risultati di questo primo anno, c’è un lungo lavoro per la pianificazione e progettazione di quello che oggi è l’unico polo ospedaliero per la prevenzione del maltrattamento della regione Lombardia. Finalmente con l’avvio di Timmi possiamo garantire la presenza di un’équipe di professionisti in grado di intercettare fragilità genitoriali e dell’infanzia e questo primo anno di lavoro ci ha dimostrato che, se si agisce tempestivamente sul singolo bambino o sul nucleo familiare, si riescono a prevenire possibili forme di maltrattamento infantile.

Giannotta: Anche i dati confermano come l’intervento abbia risposto a un bisogno scoperto: Timmi ha infatti osservato oltre 500 bambini in accesso al pronto soccorso e ai reparti di degenza, rilevando circa 90 casi a rischio di fragilità nel rapporto bambino–caregiver. Inoltre, il servizio vuole essere di supporto anche al territorio e già in questo primo anno si è strutturato uno scambio positivo con diverse strutture (altri servizi sanitari, servizi sociali, scuole) che hanno richiesto delle consulenze.

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Argomenti: Minori
Tag: bambini Coronavirus famiglia pandemia
Fonte: SIR