Papa: dopo mesi di “prigione”, in Iraq mi sono sentito rivivere
Papa: dopo mesi di “prigione”, in Iraq mi sono sentito rivivere

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A colloquio con i giornalisti sul volo di ritorno da Baghdad Francesco ha voluto approfondire quanto è stato compiuto in questo storico viaggio in Iraq: dall’incontro spirituale con Al Sistani, «saggio uomo di Dio», alla sofferenza di fronte alle macerie delle chiese distrutte di Mosul, ma anche della genesi dei suoi viaggi, delle donne e delle migrazioni. No a un prossimo viaggio in Siria, si alla promessa di una visita in Libano.

Due anni fa ad Abu Dhabi, l’incontro con l’imam al-Tayyeb di Al-Azhar e la firma del Documento sulla Fratellanza umana. Tre giorni fa lei si è incontrato con Al-Sistani, si può pensare a qualcosa di simile con il versante sciita dell’islam?
«Il documento di Abu Dhabi del 4 febbraio è stato preparato con il grande Imam in segreto, durante sei mesi, pregando, riflettendo e correggendo il testo. È stato – e dirlo è un po’ presuntuoso – un primo passo di ciò che lei mi domanda. Questo sarebbe il secondo passo e ce ne saranno altri. È importante il cammino della fratellanza. Il documento di Abu Dhabi ha lasciato in me l’inquietudine della fratellanza, e poi è uscita Fratelli tutti. Ambedue i documenti si devono studiare perché vanno nella stessa direzione, sulla via della fratellanza. L’Ayatollah Al-Sistani ha detto una frase che cerco di ricordare bene: “Gli uomini sono o fratelli per religione o uguali per creazione. Nella fratellanza è l’uguaglianza e sotto l’uguaglianza non possiamo andare. Credo che sia una strada anche culturale. La nostra fede ci fa scoprire che è questo, la rivelazione di Gesù è l’amore e la carità e ci porta a questo: ma quanti secoli per attuarlo! Questo è importante, la fratellanza umana, che come uomini siamo tutti fratelli, e dobbiamo andare avanti con le altre religioni. Il Concilio Vaticano II ha fatto un grande passo in questo senso. E anche con le istituzioni seguenti: il Consiglio per l’unità cristiani e il Consiglio per il dialogo interreligioso. Tu sei un uomo, sei figlio di Dio e sei mio fratello, punto. Questa sarebbe l’indicazione più grande, ma tante volte si deve rischiare per fare questo passo. Lei sa che ci sono alcune critiche: che il papa non è coraggioso, è un incosciente che sta facendo dei passi contro la dottrina cattolica, che è a un passo dall’eresia, ci sono dei rischi. Ma queste decisioni si prendono sempre in preghiera, in dialogo, chiedendo consiglio, in riflessione. Non sono un capriccio, sono la linea che il Concilio ha indicato.

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Argomenti: Santa Sede
Tag: Dialogo interreligioso Iraq Islam Papa Francesco viaggio apostolico
Fonte: Avvenire