Uganda. Dalla parte delle donne: campagna #dietrolecicatrici per la salute e la dignità
Uganda. Dalla parte delle donne: campagna #dietrolecicatrici per la salute e la dignità

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Beatrix, 46 anni, 8 figli, viene operata di cancro alla cervice uterina. L’operazione va bene, ma il marito la abbandona, non la considera più degna di stare con lui. Ecco perché una coppa imbottita può salvare dallo stigma.

Si chiama #dietrolecicatrici la campagna dell’associazione Afron – Oncologia per l’Africa Onlus, che raccoglie fondi per regalare un reggiseno alle donne ugandesi reduci da un intervento di mastectomia. Oltre alle lesioni fisiche, queste donne devono affrontare anche quelle psicologiche inferte da una società che ancora pensa alla malattia come ad una punizione divina. «In Uganda i chirurgi effettuano mastectomie radicali molto mutilanti per evitare recidive, non esistono tentativi di conservazione del seno, e la chirurgia plastica ricostruttiva ha costi troppo elevati – racconta la presidente di Afron, Titti Andriani -. Nelle aree rurali, le donne non hanno l’abitudine di mettere il reggiseno così, dopo la menomazione, si ritrovano ad indossare un vestito che evidenzia un seno prosperoso e uno vuoto. Oltre a venir private di un elemento di femminilità, questo le stigmatizza come malate di cancro, quindi portatrici di una maledizione».

Ma la campagna #dietrolecicatrici vuole andare oltre, accendere i riflettori su un angolo di mondo abituato alle malattie infettive, ma impreparato di fronte a nuovi tipi di malattie croniche. «In Uganda una diagnosi di cancro è come una sentenza di morte», continua Andriani, un passato diviso tra l’organizzazione di congressi medici oncologici e il volontariato in Africa, fino alla fondazione di Afron. «Noi ci occupiamo di tumore alla cervice uterina e al seno.

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Argomenti: Mappamondo
Tag: Africa donne malattia salute Uganda
Fonte: Avvenire