Polonia: radiografia di una Chiesa che cambia. Difficoltà e segnali di speranza
Polonia: radiografia di una Chiesa che cambia. Difficoltà e segnali di speranza

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A pochi giorni dall’anniversario della morte di Giovanni Paolo II (2 aprile 2005) la Chiesa in Polonia è stata scossa dalla notifica da parte della Nunziatura apostolica a Varsavia dei provvedimenti nei confronti dell’arcivescovo emerito di Danzica, mons. Sławoj Leszek Głódź, e del già arcivescovo di Calisia, mons. Edward Janiak. A entrambi è stato ordinato di vivere fuori dalla propria diocesi, e di non partecipare a celebrazioni religiose pubbliche o incontri di laici nella propria zona. Inoltre, entrambi sono stati incoraggiati a offrire una somma adeguata di fondi personali alla Fondazione “San Giuseppe”, istituita dalla Conferenza episcopale polacca per prevenire gli abusi sessuali nella Chiesa cattolica.

“Serve un ampio dibattito”. Come ha affermato recentemente Marcin Przeciszewski, direttore dell’agenzia di stampa cattolica Kai, “nella sua storia la Chiesa non è mai stata libera da difficoltà ed errori, e quindi oggi è necessario far sì che la crisi possa diventare motore di crescita e sviluppo positivi”. Secondo il direttore, oggi in Polonia è necessario “un ampio dibattito nazionale sulla Chiesa, avviato da vescovi che ascoltano la voce dei laici”. Riguardo ai casi di abusi sessuali, Przeciszewski ha sottolineato che “indipendentemente da molte difficoltà ed errori, la Chiesa è l’unica istituzione in Polonia che abbia elaborato delle norme di protezione dei minori da abusi”. È anche l’unica istituzione che si adopera concretamente per la prevenzione e il sostegno alle vittime attraverso un ufficio dedicato istituito dalla Conferenza dei vescovi.

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Argomenti: Chiesa nel mondo
Tag: cattolici Chiesa Polonia
Fonte: SIR