Il vescovo Carlassare: “Sogno un Sud Sudan senza più conflitti e violenza”
Il vescovo Carlassare: “Sogno un Sud Sudan senza più conflitti e violenza”

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La cerimonia di ordinazione in diocesi prevista per il 23 maggio è stata rimandata a quando monsignor Christian Carlassare, il vescovo di Rumbek in Sud Sudan ferito alle gambe in un agguato, potrà di nuovo camminare e sarà guarito “nel corpo e nello spirito, per recuperare il trauma e aspettare che siano stati fatti i passi necessari per rendere possibile il mio ritorno a Rumbek”: “Ossia che l’indagine vada avanti, che trovino i colpevoli, che ci sia un giudizio e siano capaci di garantirmi sicurezza nel momento in cui vado e non ci sia un altro attacco del genere”, afferma oggi monsignor Carlassare al Sir, ad una settimana dall’aggressione compiuta di notte da due uomini armati che hanno bussato alla porta della curia di Rumbek. Dopo gli spari alle gambe il vescovo è riuscito ad accorgersi di un telefonino perso dagli assalitori, che ha permesso agli investigatori di ricostruire i contatti precedenti. Tra le 24 persone arrestate vi sono anche alcuni preti e collaboratori della diocesi. “Non sono al corrente delle indagini – dice il vescovo comboniano – Ma ho sentito dire che ci sono stati  altri arresti di persone coinvolte o che hanno supportato l’idea. Penso che esecutori e mandanti siano pochi. Spero che questo non porti confusione nelle investigazioni. Lascio che il governo faccia le proprie indagini e poi, in base alle conclusioni, anch’io saprò tirare un po’ le somme”. 43 anni, nato a Schio e originario di Piovene Rocchette (diocesi di Padova) monsignor Carlassare è il più giovane vescovo del mondo. Ordinato vescovo da Papa Francesco l’8 marzo era a Rumbek da una decina di giorni, una diocesi in cui le relazioni tra le etnie dinka (maggioritaria) e nuer sono complicate, sede vacante dopo la morte dieci anni fa del vescovo comboniano monsignor Cesare Mazzolari. Ora monsignor Carlassare è ricoverato in un ospedale di Nairobi, dove ha subito altre due operazioni alle gambe e potrebbe aver bisogno anche di un trapianto di pelle: “Sono ancora a letto, non riesco a muovermi o a dare peso alle gambe, tutto dipenderà dalla riabilitazione. Ci vorrà almeno un mese o un mese e mezzo prima che i muscoli si riformino e io possa tornare a camminare normalmente”.

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Argomenti: Chiesa nel mondo
Tag: Attentato missioni Sud Sudan vescovi
Fonte: SIR